Cronaca

Addio a Myriam Brunelli, fondò Medicus Mundi Italia

È morta a 99 anni: a lei si deve anche la nascita, nel 1988 in collaborazione con l’Università di Brescia, del corso di aggiornamento in Malattie tropicali e Salute globale
Myriam Brunelli
Myriam Brunelli

Una vita spesa tra cura, formazione e cooperazione sanitaria, in Italia e in Africa. Myriam Brunelli, socia fondatrice di «Medicus Mundi Italia» e figura di riferimento per l’impegno nella medicina tropicale e nella salute globale, è morta venerdì all’età di 99 anni. I funerali saranno celebrati questa mattina alle 10 nella chiesa parrocchiale di San Gottardo, in città.

Nel corso della sua vita la dottoressa Brunelli ha lavorato negli ospedali bresciani e in Africa, affiancando alla professione medica un forte impegno nella cooperazione internazionale. Era stata in Paesi come Uganda, Sud Sudan, Ruanda e Burundi. A lei si deve anche la nascita, nel 1988 in collaborazione con l’Università di Brescia, del corso di aggiornamento in Malattie tropicali e Salute globale. Un corso per la formazione di personale medico e paramedico con prospettiva di un impiego nei programmi di cooperazione sanitaria nei Paesi a risorse limitate giunto alla 38esima edizione. La dottoressa Brunelli ne è stata la responsabile fino al 2013.

«La sua passione per l’Africa e per la formazione ha ispirato generazioni di medici e infermieri – sottolinea Massimo Chiappa, direttore di Medicus Mundi Italia –. Si dice che “nella vita non contano i passi che fai, né le scarpe che usi, ma le impronte che lasci”. Lei di passi ne ha fatti tantissimi, spediti e decisi, fino quasi al secolo di vita. Negli ospedali bresciani, in Africa, in Medicus Mundi, in montagna. A 80 anni compiuti mi disse “sa non ce la faccio più a fare le ferrate”. Pochi anni fa saliva ancora la Maddalena “ma solo per qualche chilometro”. Le scarpe che usava erano semplici ed essenziali, come il suo essere, magari brusco e diretto ma sempre appassionato, sincero, carico di altruismo, di fede, di cortesia e antico rispetto».

Di se stessa diceva: «Fui presto contagiata dal desiderio di dare parte del mio tempo per la salute dei popoli di cui avevo toccato con mano la necessità di aiuto in campo sanitario ed educativo». «Noi –  conclude il direttore – ora coltiviamo la speranza che quel contagio arrivi a nuove generazioni di medici e infermieri».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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