Un atto ripugnante, che colpisce i diritti delle persone con disabilità e quindi l’intera società, è avvenuto nei giorni scorsi: è stato rubato e ritrovato gravemente danneggiato il pulmino del Centro diurno gestito dalla cooperativa sociale La sorgente, sul colle di San Pancrazio. Il furto ha coinvolto uno dei mezzi che si trovavano nel parcheggio della cooperativa, esterno alla struttura.
Il fatto
È stato sottratto, presumibilmente, di sera, dunque quando il servizio, frequentato da persone con disabilità, era chiuso, e, la notte stessa, è stato ritrovato dai Carabinieri, abbandonato in campagna, nella zona di Calvisano, pertanto non molto distante. Purtroppo, non era integro: gli autori, infatti, hanno anche azionato l’estintore presente nel pulmino, danneggiandolo. Il mezzo, utilizzato per trasportare le persone al centro e alle varie esperienze sul territorio, è attrezzato con tutti i dispositivi che consentono agli utenti di avvalersene, pedana compresa, pertanto la sua funzione (che lo rende ancor più prezioso socialmente) è piuttosto evidente o almeno facilmente presumibile.
«Di fronte a quanto accaduto è naturale provare rabbia – commenta Daniela Turk, presidente della cooperativa La sorgente – non tanto per il valore materiale del mezzo, quanto perché a essere colpite sono opportunità costruite nel tempo, occasioni conquistate con fatica e una quotidianità che rischia di interrompersi improvvisamente. Adesso stiamo comunque garantendo il servizio di trasporto, ma con grandi difficoltà organizzative, logistiche, possibili ritardi, cambiamenti e, in generale, un’alterazione di routine che, per le persone con disabilità, è ancora più impattante negativamente». Il mezzo ora è in carrozzeria e si è in attesa di sapere se può essere recuperato.
Danno per la comunità
«Non si è trattato soltanto di un furto, ma di un gesto che ha colpito uno strumento essenziale per la quotidianità delle persone seguite dal servizio – commenta la cooperativa che ha scelto di rendere pubblica la vicenda per il valore collettivo del veicolo –. Il pulmino non si limitava a trasportare persone: rendeva possibile l’esercizio di diritti concreti, permettendo loro di raggiungere luoghi, partecipare alle attività, vivere il territorio, evitando l’isolamento. L’episodio diventa così anche un’occasione per ribadire i principi che orientano quotidianamente il lavoro della cooperativa: promuovere percorsi di emancipazione, tutelare i diritti delle persone, costruire relazioni e rafforzare i legami con il territorio sono impegni concreti che prendono forma anche attraverso strumenti come questo pulmino. Quando uno di questi strumenti viene meno, si rende più difficile garantire opportunità di partecipazione e di vita nella comunità».



