Cronaca

Montichiari, i fondi per il centro di Boschetti scaldano il consiglio

Mozione della minoranza, botta e risposta tra sindaco e passata amministrazione e aggiornamento tra 60 giorni
Giulia Bonardi
Tutti concordi sull'importanza dell'opera
Tutti concordi sull'importanza dell'opera

Il cosiddetto «Centro polifunzionale Boschetti» è stato ancora terreno di confronto in Consiglio comunale: è emerso che il contributo regionale da 100mila euro non è in scadenza imminente e soprattutto che c’è una convergenza sull’importanza di dotare il quartiere di un luogo di incontro atteso da anni. Fermo restando ciò che il sindaco dice da sempre: «Non dovrà essere una cattedrale nel deserto, ma un luogo sostenibile che soddisfi le esigenze di tutto il quartiere».

La mozione

All’origine della discussione, una mozione presentata dai gruppi di minoranza (Montichiari DinAmica, Comitato civico Fraccaro e Pd), con cui si chiedeva di impegnare il sindaco e la Giunta nella realizzazione della struttura, alla luce del timore che i fondi regionali potessero decadere entro l’anno. Un timore, però, smentito dal sindaco. Su proposta della consigliera comunale e regionale di maggioranza Claudia Carzeri – colei che si era impegnata nell’intercettare i finanziamenti regionali a disposizione – la mozione è stata emendata (togliendo tempistiche serrate) ed è passata, con l’impegno, così come richiesto dal testo originario, di riunirsi entro 60 giorni per riaggiornarsi sull’iter dell’opera, che è inserita nell’annualità 2027 del piano triennale, è oggetto di uno studio di fattibilità voluto dall’Amministrazione ed è finanziata con 300mila euro (100mila regionali). «I cittadini di Boschetti meritano un luogo di aggregazione per "fare" comunità», ha commentato la consigliera di minoranza Daniela Di Monte.

Lo scontro

Nel dibattito, botta e risposta tra il sindaco Marco Togni e alcuni esponenti della passata amministrazione ora in minoranza, come Beatrice Morandi. «Nel 2018 avete fatto la posa della prima pietra anche se non c'era traccia progettuale o finanziaria dell’opera, illudendo la cittadinanza», ha dichiarato il sindaco. «Un atto simbolico per un impegno che tutt’ora stiamo confermando: il procedimento c’era, ma siamo stati forse malconsigliati a livello tecnico e abbiamo dovuto intraprendere un nuovo iter che non ha avuto seguito solo per l’esito delle elezioni», hanno replicato Morandi e l’ex sindaco Fraccaro.

Il primo cittadino ha poi ribadito: «Ho dato la mia parola, senza illusioni, che metteremo a posto l’area, con una rimodulazione degli spazi e una struttura che sia però adeguata alle esigenze effettive del quartiere, raccolte quando abbiamo avviato il percorso per lo studio di fattibilità». Durante il dibattito, ci ha pensato Carzeri a proporre l’emendamento e una visione che riportasse la questione al presente: «Stiamo dicendo tutti la stessa cosa: si tratta di un’opera importante per la frazione ed è ovvio che dobbiamo calibrarla in base alle forze disponibili, ma la volontà c’è, quindi entro 60 giorni ci ritroveremo».

Respinto, invece, l’ordine del giorno con cui, sempre le minoranze, chiedevano di intitolare uno spazio pubblico a Giulio Regeni: «C’è un lungo elenco di richieste s’intitolazione e sono pochi gli spazi nuovi: la nostra linea è sempre stata coerente e consiste nel valorizzare le figure che abbiano un legame effettivo con Montichiari», ha spiegato l’assessore Davide Tiraboschi.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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