«Una diffusa sensazione di comportamenti verbali con connotazioni discriminatorie prevalenti in alcuni ambienti accademici, classicamente “dominati” dalla componente maschile». È quanto emerge dall’indagine conoscitiva sulla violenza di genere e le molestie dell’Università degli Studi di Brescia predisposta dalla Commissione di genere, il cui rapporto finale è stato recentemente consegnato alla governance e che sarà discusso dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione nella prossima seduta di giugno.
Il report
«In alcuni casi i comportamenti discriminatori sono riferiti come umilianti e aggravati da posizioni asimmetriche di potere dei soggetti coinvolti». A mettere nero su bianco il quadro è il rettore di UniBs Francesco Castelli, che in una lettera inviata al corpo accademico affronta la questione prendendo spunto dal recente tsunami generato dalle due lettere di studenti ed ex studenti su presunti comportamenti inappropriati perpetrati da un docente di Ingegneria.
Dopo quelle denunce anonime arrivate sul tavolo del rettorato sono state ore di grande concitazione e apprensione negli ambienti della Statale di Brescia, come conferma lo stesso Castelli. E dopo un faccia a faccia con il rettore subito dopo un appello di esame, a fine maggio il docente finito nel mirino si è autosospeso dall’attività didattica. Continuano però gli strascichi di un caso che ha lasciato un solco profondo nell’ambiente accademico.
La cabina di regia per il contrasto delle molestie
Ecco perché è stata istituita una «Cabina di regia per la tutela della dignità e il contrasto alle molestie e violenze di genere» finalizzata a pianificare e mettere in pratica ulteriori iniziative di sensibilizzazione al tema che coinvolgano tutte le aree e le sedi frequentate dai docenti e dagli studenti. «Come ho già avuto modo di dichiarare pubblicamente, è ferma intenzione di questa governance lavorare per creare le condizioni di un ambiente educante e lavorativo sereno ed inclusivo ed invito tutti, docenti, personale tecnico-amministrativo e studenti a interrogarsi su quanto ognuno di noi possa fare per rendere la nostra Università un luogo sempre più accogliente e sicuro», continua Castelli.
La procedura
Il rettore della Statale di Brescia ricorda comunque il lavoro portato avanti sulla prevenzione e contrasto alle violenze di genere sia con interventi di carattere culturale sia attraverso l’attività di una pluralità di organismi: dalla Commissione di Genere al Comitato Unico di Garanzia (Cug), alla Garante degli Studenti, nonché la procedura attivata per segnalare comportamenti (sono disponibili sul sito di Ateneo).
Infine, quella che sembra una «stoccata» di Castelli indugia sul valore della parola «educante», «che rappresenta il vero fine ultimo al quale dobbiamo tendere ben più di qualche posizione nei ranking internazionali, per contribuire in maniera sostanziale alla crescita della nostra comunità ed alla coesione sociale e intergenerazionale di una società che deve trovare nella solidarietà e nell’inclusione gli strumenti culturali per le sfide tecnologiche e geopolitiche del prossimo futuro».




