Martedì scorso, in un’atmosfera visibilmente tesa, si era regolarmente recato in Dipartimento per la prima sessione d'esame del corso di Gestione della filiera logistica. Alla fine di quell'appello, durato tutta la mattina, la corsa verso il Rettorato per un incontro a porte chiuse con Francesco Castelli. Poi il silenzio. Nelle scorse ore si è però sparsa la voce: il docente dell'Università degli Studi di Brescia finito nella bufera per presunti comportamenti sessisti, molestie e commenti offensivi «si è autosospeso dall’attività didattica a garanzia della propria posizione e dell’Ateneo», fanno sapere i vertici dell’Università degli Studi di Brescia.
Effetti
Il primo effetto tangibile sollevato dalle due lettere anonime l’avevano notato gli studenti: il docente non faceva più parte della Commissione d'esame del corso di Gestione della filiera logistica. Una decisione che sarebbe stata presa mercoledì. Ora arriva la conferma dallo stesso Ateneo. «È quello che speravamo già da giorni», ammettono studenti e studentesse di Ingegneria che già avevano sollevato dubbi e timori di ritorsioni in sede d'esame dopo la bolla esplosa.
Che qualcosa stava per incrinarsi, dopo quelle lettere, si era capito dal secco «no comment» pronunciato dal docente prima del faccia a faccia con Rettore e poi da quel «dispiace se qualcuno si è sentito a disagio» confessato a qualcuno.
Situazione nota
Nel frattempo nei corridoi del Dipartimento si rincorrono confessioni, ricordi ed esperienze. Qualcuno racconta di essere «a conoscenza di quel clima da anni. Ci sono ex studenti che facevano girare la voce a tutela dei nuovi. Il suo era un atteggiamento è sistemico». Il riferimento è quello messo nero su bianco dalle missive anonime: continue battute, allusioni, in alcuni casi offese e - dicono alcune ragazze - «qualche mano appoggiata sulla spalla».


