Ama il suo lago, il Benaco, come un figlio. Lo conosce in superficie e in ogni angolo della profondità. Lo studia e lo monitora con immersioni e utilizzando robot. È Angelo Modina, 73 anni, toscomadernese, con alle spalle anni e anni di televisione e ricerche. Ha girato mezzo mondo per documentare le popolazioni più sconosciute e i posti fuori dalle rotte del turismo di massa. Come tanti suoi colleghi ha vissuto la metamorfosi strutturale e i cambiamenti delle attrezzature.
«Basti pensare che una telecamera e un vtr (il motore che si portava a spalla, ndr), che pagai 130 milioni, oggi non sono più utilizzati. Con telecamere da poche migliaia di euro si ottengono risultati stupefacenti. Il mondo è cambiato, e non ha finito». È lo sfogo di Modina che, nel proprio studio, nel centro commerciale le Montagnette di Toscolano, è custode di apparecchiature usate per decenni. Da quando iniziò a TeleGarda nel 1986 con le riprese.
Ricordi
«Ma preferivo la regia. Ho seguito per anni la vela (tante edizioni della Centomiglia a supporto di Sandro Pellegrini su Teletutto, ndr), decine di regate, ma anche altri sport, comprese le gare dei motoscafi. E, poi, la Coppa del mondo di vela. Anche i documentari sono la mia passione, come la ricerca nei fondali del Garda. Basti pensare che in alcuni tratti il fondo è ricoperto da 200-300 metri di limo depositatosi nei millenni. Ultimamente qualcosa sta cambiando per via delle correnti. Il fondale si modifica. Durante recenti ricerche con robot di profondità per controllare la tenuta della conduttura fognaria il mio team e io abbiamo scoperto che barriere di fango alte anche cinque metri sono sparite per un tratto di cinque chilometri. Stiamo cercando un aereo americano inabissatosi tra Torri e Maderno alle 14 del 23 aprile del 1945. A bordo era rimasto il pilota. Nel 2010 lo abbiamo localizzato con i sonar. Non lo abbiamo raggiunto, anche se sappiamo dov’è».

E cercando l’aereo è stata scovata... la tana di Bennie, il mostro del Garda. «Il fatto ha avuto risalto a livello mondiale anche perché più persone, compresi tre surfisti, dicono di aver notato la sagoma al largo di Malcesine. Altre persone hanno descritto Benny lungo alcuni metri, scuro, con tre gobbe e la pelle raggrinzita. I sonar hanno evidenziato tane che non possono essere di anguilla, perché larghe alcune decine di centimetri. Nel 1600 i frati francescani dall’isola del Garda avevano segnalato la presenza del serpente di lago».
Angelo Modina lancia un appello. Chiede collaborazione, aiuto. Ma non ha ottenuto risposte in questo senso dai paesi vicini.

«Regalo materiale che per decenni ho usato, quasi tutto in ottime condizioni, ma superato dalla tecnologia. Vale centinaia di migliaia di euro, oltre un milione e 200mila... Lo regalo a chi vuole creare un museo. Preferirei rimanesse in zona Garda e non venisse diviso. Ho ricevuto offerte, ma solo per alcuni macchinari. Sarebbe un peccato. Non voglio che la storia venga cancellata per mancanza di una stanza in un comune, di un museo. Ho filmati storici. Il più importante riguarda la Centomiglia del 1952. Molto materiale è ora digitalizzato. Nessuno, fin qui, si è fatto avanti proponendomi almeno la copertura delle spese del mio lavoro. Giorni e giorni per selezionare il materiale, ripulirlo e per mettere a colori vecchi filmati, unici al mondo. Mi rivolgo ad associazioni, Comuni e circoli vela. Non voglio vedere finire in discarica decenni di storia gardesana. Le mie pec sono state lette, ma non ho ancora ricevuto risposte».



