Cronaca

Mobilità integrata sul Garda: il piano per una gestione condivisa

Intesa tra la nostra Provincia e quelle di Verona e Trento col coordinamento della Comunità del Garda
Nicolò Rizzardi
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Accordo raggiunto per la mobilità integrata sul Garda

Costruire una programmazione condivisa della mobilità stradale, lacuale e ciclabile per tutto il bacino del lago di Garda, superando i confini amministrativi che oggi dividono il Benaco tra Lombardia, Veneto e Trentino.

È questo l’obiettivo dell’accordo quadro che, sotto il coordinamento della Comunità del Garda, sarà definito dalle Province di Brescia e Verona, dalla Provincia autonoma di Trento e dalle Università di Brescia e Padova.

I contenuti

Il testo dell’intesa nasce dal Tavolo di lavoro sulla mobilità coordinato dalla presidente della Comunità del Garda Mariastella Gelmini e dal vicepresidente Paolo Formaggioni e punta a costruire una visione comune della mobilità integrata sull’intero lago. Il progetto rappresenta un cambio di prospettiva importante, perché mira a superare i tradizionali confini istituzionali attraverso una pianificazione condivisa tra territori e amministrazioni diverse.

Fondamentale sarà il contributo scientifico dell’Università degli Studi di Brescia e dell’Università di Padova, chiamate a raccogliere e analizzare i dati relativi ai flussi di persone, turisti e merci, individuando modelli innovativi e mettendo le competenze accademiche al servizio delle politiche pubbliche.

Il fine

L’obiettivo è offrire alle istituzioni strumenti concreti per affrontare in maniera coordinata le criticità infrastrutturali del lago di Garda, basando le future scelte organizzative e infrastrutturali su dati comuni e su una visione di lungo periodo orientata alla sostenibilità ambientale, alla competitività territoriale e all’efficienza dei trasporti.

«La Comunità del Garda continua a promuovere il dialogo tra istituzioni, enti territoriali e realtà economiche – sottolinea la presidenza – con l’obiettivo di rafforzare una governance condivisa del lago e valorizzare le eccellenze ambientali, produttive e turistiche del comprensorio gardesano».

Dell’accordo quadro e delle altre iniziative in corso si discuterà domani durante il Consiglio direttivo della Comunità del Garda, convocato nella nuova sede secondaria dell’ente a Villa Carrara Bottagisio, a Bardolino.

La nuova sede, che si aggiunge a quella centrale di Salò, sarà un punto di riferimento operativo e progettuale per il coordinamento delle attività dell’area gardesana, anche in vista della candidatura di Bardolino e del Garda a Capitale italiana della cultura 2029.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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