La storia della Mille Miglia, stavolta, non passa soltanto dal rombo dei motori. Potrebbe essere chiusa in un cassetto, nascosta tra vecchie fotografie, custodita in una scatola o affidata al ricordo di una famiglia. È lì che andranno a cercarla i «Mille Miglia Collection Days», il progetto che chiama i bresciani a costruire la memoria collettiva della Freccia Rossa in vista del centenario del 2027.
La memoria nei cassetti
L’invito è semplice: aprire cassetti e album, ritrovare fotografie, filmati, cartoline, lettere, ritagli di giornale, autografi, locandine e piccoli cimeli legati alla corsa e portarli nella sala Libretti del Giornale di Brescia. Nessuno dovrà però separarsi dai propri ricordi. I materiali saranno registrati, fotografati o digitalizzati sul momento e subito restituiti ai proprietari. A rimanere sarà la loro immagine, destinata a un patrimonio condiviso.
Come partecipare
I Mille Miglia Collection Days saranno ospitati nella sala Libretti del Giornale di Brescia, in via Solferino 22, dove i cittadini potranno portare e condividere i propri ricordi legati alla corsa. Il primo appuntamento è fissato per mercoledì 14 ottobre, dalle 15 alle 19. Stesso orario per gli incontri del 21 e 28 ottobre e del 4 e 11 novembre. Per prenotare il proprio appuntamento durante una delle giornate dedicate o per proporre del materiale, è necessario inviare una mail a: collectiondays@1000miglia.it.
La presentazione
A presentare il progetto, nella sede dell’Automobile Club Brescia, sono stati i protagonisti dell’iniziativa, sollecitati dalle domande di Maddalena Damini, direttore artistico di Teletutto e Radio Bresciasette. Editoriale Bresciana entra direttamente in campo: il Giornale di Brescia mette a disposizione la propria «casa» e, insieme a Teletutto e Radio Bresciasette, raccoglierà storie, testimonianze e aneddoti per restituirli alla comunità attraverso carta, televisione, radio, web e social.
«La Mille Miglia appartiene ai bresciani – ricorda Aldo Bonomi, presidente di Aci Brescia –. Chi conserva fotografie, piccoli cimeli o racconti sarà il benvenuto ai Collection Days. Raccoglieremo tante testimonianze che, messe insieme, creeranno un mondo».
Connubio di eccellenze
La raccolta abbraccia sessant’anni di storia, dalla Mille Miglia di velocità nata nel 1927 ai primi anni della rievocazione storica, fino al 1987. Un patrimonio che il progetto vuole riportare alla luce e restituire alla comunità attraverso la forza dei mezzi di Editoriale Bresciana. Per Giorgio Bardaglio, direttore del Giornale di Brescia, il punto d’incontro tra la corsa e il sistema informativo bresciano è naturale: «Ho il limite di non essere bresciano di nascita, ma il vantaggio di avere ancora occhi nuovi, capaci di riconoscere una bellezza che per chi vive qui può sembrare naturale. Brescia ha oltre duemila anni di storia e custodisce eccellenze straordinarie». Una di queste è la Mille Miglia. E a fare da ponte tra questa storia e la comunità sarà il sistema di Editoriale Bresciana, «che ogni giorno raggiunge quasi 400mila contatti tra Giornale di Brescia, Teletutto e Radio Bresciasette».

Il centenario non vuole essere però un esercizio di nostalgia. Lo chiarisce Beatrice Saottini, presidente di 1000 Miglia srl: «Il nostro compito è preservare un passato, una tradizione e una storia che nasce nel 1927, ma al tempo stesso correre verso il futuro, perché questo patrimonio non si impolveri e non diventi soltanto qualcosa da ammirare». La corsa, aggiunge, «non potrebbe esistere senza la comunione con la gente che la accoglie lungo il percorso». I Collection Days trasformano quella vicinanza in partecipazione.
La storia dal basso
A dare struttura scientifica all’operazione sarà Elena Pala, storica che afferisce all’Università degli studi di Milano. Il metodo è quello della «storia dal basso»: accanto a campioni, vetture e cronache sportive, c’è una storia minuta fatta di esperienze private e ricordi tramandati. «Quando pensiamo alla Mille Miglia – osserva – ci vengono in mente le vetture e i grandi campioni. Ma la corsa è anche un’esperienza collettiva che ha attraversato la vita delle persone, delle famiglie, le strade di Brescia e d’Italia».
Da qui il valore di ogni contributo: non un oggetto consegnato a un ente, ma «un frammento di un’identità condivisa». Pala chiarisce il punto decisivo: «Tutto ciò che ci verrà portato sarà trattato con cura e rigore scientifico, registrato e digitalizzato all’istante. Ci sarà quindi una restituzione immediata di ciò che ogni persona avrà portato». La raccolta non sottrae nulla alle famiglie: permette di condividere ciò che finora è rimasto privato.
Patrimonio collettivo
Il progetto, racconta Fulvio D’Alvia, ad di 1000 Miglia srl, è nata ascoltando la città. A colpirlo fu il racconto di una donna che conservava fotografie del nonno legate alla corsa: «Negli occhi di quella persona c’era qualcosa che andava oltre l’affetto per il nonno: c’era un sentimento di appartenenza, di identità, di radice». Da quella scintilla è arrivata la decisione di provare a raccogliere una memoria che esiste già, ma è dispersa in migliaia di case.
Le istituzioni

C’è la corsa, certo. Ma intorno alla Mille Miglia c’è molto di più: un pezzo di identità bresciana, un patrimonio capace di parlare alla città e alla provincia, di rappresentare l’Italia e insieme di proiettare il territorio nel futuro. Il centenario diventa così anche l’occasione per interrogarsi su ciò che la Freccia Rossa ha lasciato a Brescia e su quanto ancora possa darle. Il prefetto Andrea Polichetti richiama l’esperienza dello scorso anno, quando la Mille Miglia era stata idealmente accostata alla Festa della Repubblica: «Al di là della vicinanza nel calendario, c’è una radice comune: custodire i valori del territorio e, allo stesso tempo, rappresentare il nostro Paese nel mondo». Una funzione da «ambasciatrice» che, secondo Polichetti, può contribuire a rafforzare «l’orgoglio dell’appartenenza alla Repubblica» e che merita di essere rilanciata nell’anno del centenario. Per Andrea Poli, assessore al Turismo del Comune, il 2027 offre invece a Brescia l’occasione di concedersi qualcosa che non sempre le riesce: fermarsi a guardare ciò che ha costruito. «Siamo una città molto proiettata verso il futuro e spesso archiviamo velocemente ciò che abbiamo vissuto. Ogni tanto è importante ricordarci quello che siamo riusciti a costruire come comunità». La Mille Miglia, osserva, vive anche nei ricordi familiari e il centenario può diventare una sorta di «bilancio sociale» di questo lascito, prima di ripartire verso nuove sfide internazionali.
Lo sguardo si allarga oltre la città con Filippo Spagnoli, capo di Gabinetto della Provincia. Anche le valli e i paesi della pianura, ricorda, hanno contribuito alla storia della corsa e possono restituire fotografie e testimonianze ancora poco conosciute. Ma c’è anche un altro passaggio da non perdere: quello generazionale. «È bello vedere bambini di quattro o cinque anni, cresciuti nell’epoca delle auto elettriche, illuminarsi davanti a vetture che raccontano una parte della storia di Brescia». La memoria, insomma, vale se riesce ancora a passare di mano. Sul fronte dell’attrattività Roberto Saccone, presidente della Camera di Commercio, ha sottolineato il valore internazionale del marchio Mille Miglia: «Brescia è orgogliosamente una città manifatturiera, ma ha anche una storia millenaria e un patrimonio culturale che iniziative come questa possono portare all’attenzione del mondo».




