Mille Miglia, la Fondazione si mette in moto: nuova regia per il futuro

Come un motore acceso da tempo che ora cambia marcia per affrontare un tratto decisivo, la Fondazione Mille Miglia compie un nuovo passo. Nata inizialmente con l’Automobile club Brescia come socio unico, oggi si apre al territorio e alle istituzioni, allargando la propria governance e segnando un passaggio chiave verso il futuro della corsa più iconica. «È il risultato di un lavoro lungo e non semplice – sottolinea il presidente dell’Automobile club Brescia Aldo Bonomi – ma oggi mettiamo un punto fermo: il marchio resta qui e da qui riparte per crescere. E insieme possiamo costruire un futuro all’altezza della storia della Mille Miglia».

L’ingresso di nuovi soci – Comune, Provincia, Camera di commercio e Automobile club d’Italia – rappresenta il cambio di passo atteso. Non solo una trasformazione formale, ma la costruzione di una cabina di regia condivisa, capace di dare stabilità e visione a un patrimonio che va ben oltre l’evento sportivo. La Fondazione diventa così il perno attorno a cui organizzare sviluppo, promozione e valorizzazione.
Marchio e centenario
«La fondazione – evidenzia la sindaca Laura Castelletti – sarà la custode del marchio Mille Miglia che rappresenta la città e il territorio in tutto il mondo». Un passaggio decisivo: «Abbiamo finalmente legato a Brescia il nome e i contenuti di una corsa straordinaria». Il prossimo traguardo è già segnato: il centenario della corsa. Una scadenza che impone di accelerare. «Sarà un’occasione straordinaria per valorizzare la corsa – aggiunge la sindaca – sapendo che è una grande ambasciatrice di Brescia e dell’Italia nel mondo». Cultura, relazioni, economia: la Mille Miglia si conferma un moltiplicatore di opportunità.

Sulla stessa linea il presidente della Provincia Emanuele Moraschini, che richiama il valore del lavoro condiviso: «Fare sistema è decisivo. La Mille Miglia è parte del nostro Dna e rappresenta una straordinaria opportunità di visibilità internazionale per tutto il territorio».
La governance
La struttura della Fondazione riflette questa visione. Il consiglio di amministrazione sarà composto da quindici membri: dieci indicati dall’Automobile club Brescia, due dal Comune, uno dalla Provincia, uno dalla Camera di commercio e uno dall’Automobile club d’Italia. Una governance che traduce in pratica il principio del fare sistema.
«Mettersi insieme è un inizio, restare insieme è un progresso, lavorare insieme è un successo», ricorda il presidente della Camera di commercio Roberto Saccone, citando Henry Ford. Dopo aver riportato il marchio saldamente a Brescia, ora si apre la fase più impegnativa: trasformare l’unità in progettualità concreta.
Orizzonte nazionale
Anche a livello nazionale il segnale è forte. «È strategico valorizzare un’immagine di Brescia che non sia solo manifattura, ma anche cultura, sport ed eventi», osserva il presidente dell’Automobile club d’Italia Geronimo La Russa, che alla conferenza stampa ha partecipato in collegamento da Roma. La Mille Miglia diventa così uno strumento per rafforzare l’attrattività del territorio.
A indicare la rotta è il presidente della Fondazione Enrico Zampedri: «È una giornata storica perché la Mille Miglia è un simbolo del motorismo italiano, riconosciuto in tutto il mondo, e questa fondazione rappresenta un passaggio importante per la valorizzazione del marchio e del territorio, nel segno di un lavoro condiviso che guarda al futuro senza perdere il legame con le radici».
Le risorse
Sul piano economico, la leva principale sarà quella delle royalties legate allo sfruttamento del marchio 1000 Miglia. È da qui che deriveranno le risorse a disposizione della Fondazione, nell’ordine di alcune centinaia di migliaia di euro all’anno. Un flusso destinato a sostenere le attività di promozione e valorizzazione, mentre è in fase di definizione il piano economico-finanziario complessivo.
Il nodo
Sul fronte del museo di Sant’Eufemia, oggi Museo auto storiche di Brescia, il confronto non ha portato all’intesa. «Non si è arrivati a una soluzione condivisa – osserva Bonomi – ma resta la volontà di valorizzare tutto ciò che ruota attorno alla Mille Miglia». La sindaca Castelletti, tuttavia, precisa: «Non mi do per vinta, perché il collegamento con il museo resta importante».
La corsa, intanto, riparte. E mentre il contachilometri segna l’avvicinarsi del traguardo dei cento anni, Brescia tiene saldo il volante: con una struttura nuova, un percorso condiviso e lo sguardo puntato lontano.
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