Il reparto di Anatomia patologica dell’ospedale di Manerbio si arricchisce di due nuovi microscopi di alta precisione, frutto di una generosa donazione, del valore di 30mila euro, effettuata – tramite l’associazione di Leno «Paolo il Pro» – da Claudio Carini, esaudendo la volontà della consorte Laura Spinelli, scomparsa nel 2024.
Donazione
L’Anatomia patologica, diretta da Andrea Tironi, è una disciplina diagnostica cruciale, il cui lavoro si basa sull’analisi microscopica di sezioni di tessuto ad altissimo ingrandimento per formulare diagnosi precise e tempestive.
L’arrivo di queste nuove apparecchiature rappresenta un salto di qualità sia per l’attività clinica quotidiana sia per la condivisione scientifica. Come spiega Tironi, «il grande pregio di questa strumentazione è la presenza di un sistema a doppia visione: permette a chi manovra lo strumento e a un secondo operatore di osservare contemporaneamente lo stesso preparato. Si tratta di una funzionalità importantissima per la formazione di studenti e specializzandi, ma anche per il confronto immediato tra colleghi specialisti su casi complessi».
Progettualità
E la stessa associazione, presieduta da Bruno Sudati, si è fatta latrice di altre due progettualità rivolte alle pazienti che transitano dal Polo oncologico «Renato e Damiana Abrami», guidato da Anna Rizzi. Da un lato la possibilità di accedere, a fianco del servizio dietistico ospedaliero già attivo, a quello di un biologo nutrizionista, per permettere a tutti i pazienti malati di cancro una scelta più consapevole rispetto a cosa mangiare per contrastare la malattia.
Dall’altro, con il supporto dell’associazione monzese «Cancro primo aiuto», l’avvio del «progetto parrucche». Nel concreto, una mattina al mese, sei acconciatori professionisti del territorio - Giuliana, Cristina, Tita, Anna, Andrea e Melissa - mettono gratuitamente la loro arte a disposizione in ospedale. Come consulenti d’immagine e custodi di confidenze, con sensibilità e con un forte coinvolgimento emotivo, accolgono le pazienti prima delle terapie, le aiutano a scegliere la parrucca più adatta, a indossarla e curarla, sostenendole così nel gestire un momento di grande vulnerabilità estetica e psicologica. Solo negli ultimi incontri sono state donate e modellate su misura sette parrucche a Desenzano e otto a Manerbio, con un’adesione totale e commovente.
I ringraziamenti
Alla donazione e ai due progetti va il grazie, a nome dell’azienda ospedaliera Asst del Garda, della direttrice generale Roberta Chiesa: «Gesti concreti di umanizzazione ospedaliera».



