Medici in Pronto soccorso: a Brescia assegnato un solo contratto su 21

Un futuro nella medicina d’urgenza? «No, grazie». Gli specializzandi preferiscono altro: Chirurgia plastica, Pediatria, Neurologia, Radiodiagnostica... Lo si evince (anche) dall’esito del concorso nazionale 2024 che nel contesto dei Pronto soccorso ha visto l’assegnazione di 304 contratti di specializzazione su 1.020 disponibili. Il 30%, insomma.
Percentuale che a Brescia scende ulteriormente: da noi è stata assegnata solo una borsa su 21. Nel diffondere la notizia l’Associazione Liberi Specializzandi (Als) e il sindacato Anaao-Assomed parlano, a livello nazionale, di «disastro annunciato». E si dicono «preoccupati e amareggiati». Anche perché, al di là del problema già noto della medicina d’urgenza, il bando nel complesso (quindi considerando tutte le specialità) ha portato all’assegnazione del 75% dei contratti statali e regionali: 11.392 su 15.256.
L’Università di Brescia
«Preoccupato» si definisce anche il rettore dell’Università Statale di Brescia Francesco Castelli: «Che piaccia o no c’è bisogno di medici nei Pronto soccorso - osserva -. La situazione non è brillante in tutta Italia. Quello nell’emergenza-urgenza è un lavoro duro, faticoso, rischioso. Un lavoro su turni che coprono anche le notti. E che, rispetto ad altre discipline, non consente di svolgere l’attività extra-ospedaliera. Come Università noi possiamo cercare di far crescere l’interesse dei giovani aumentando i progetti e la ricerca, ma non possiamo di certo intervenire sugli stipendi, questo compete ad altri».
Civile
Quello dell’insufficiente gratifica economica è un problema che viene sollevato anche da Cristiano Perani, direttore del Pronto soccorso del Civile. «A livello nazionale la situazione è sconfortante: in prospettiva si palesa una difficoltà - osserva Perani -. Dalla narrazione attuale relativa ai Pronto soccorso emergono aggressioni al personale, un lavoro che si svolge sotto pressione e carenza di organico. Io mi sento di aggiungere che qui chi vuole fare il medico ha la possibilità di farlo davvero: per quanto sia una ambito difficile, le soddisfazioni ci sono tutti i giorni».
Certo, ammette il direttore, «servirebbero più gratificazioni, anche economiche. Questa è la direzione in cui si sta andando, ma c’è ancora tanto da fare ispirandosi ad esempio ad altre nazioni in cui il Pronto soccorso viene visto come il luogo in cui si diventa la punta di diamante del sistema».
Sindacato
La soluzione di Als e Anaao è «riformare la formazione medica post-laurea, archiviando l’impianto formativo attuale con un contratto di formazione - lavoro istituendo i learning hospital, con specializzandi che hanno i diritti e i doveri dei dirigenti medici in un contratto incardinato nel Ccnl con retribuzione e responsabilità crescenti».
Chiedono un «tavolo interministeriale con mondo associativo, sindacale e accademico per contrastare una carenza che si ripercuote sulla qualità del Ssn».
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