Manutenzione alloggi alla municipalizzata, sperimentazione al via

Si parte da via Borgondio: Brescia Infrastrutture si occuperà di pronto intervento e censimento per 59 alloggi di proprietà comunale
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Alloggi affidati a Bs Infrastrutture
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È da via Borgondio, nel cuore del centro storico, che parte la sperimentazione annuale della Loggia sulla gestione manutentiva di 59 alloggi di proprietà comunale. Dal primo aprile sarà infatti la municipalizzata Brescia Infrastrutture ad acquisire le richieste e a impartire gli ordini per l’esecuzione degli interventi, a ripartire gli eventuali costi e a contattare gli assegnatari, per i quali diventerà unico interlocutore sul piano manutentivo.

Per gli interventi ordinari sono stati stanziati 88mila euro, mentre per quelli straordinari la somma sarà quantificata da un apposito rapporto dopo specifiche verifiche. Si tratta di una sperimentazione che arriva a quasi un anno dalla convenzione siglata tra Comune di Brescia e Aler Brescia-Mantova-Cremona per la gestione del patrimonio abitativo comunale.

Gli altri spazi

Oltre ai 59 alloggi di via Borgondio (alcuni dei quali liberi e inutilizzati perché in attesa di riqualificazione), finiscono nel progetto di affidamento altri 13 spazi non residenziali e un parcheggio da 75 posti auto in via Turbini.

«Abbiamo acquisito un know-how nel settore della manutenzione dei parcheggi della metropolitana e da quel lavoro abbiamo elaborato un modello che riteniamo esportabile – spiega il presidente di Brescia Infrastrutture Marcello Peli –. Nella residenzialità pubblica ci occuperemo della manutenzione ordinaria delle parti comuni e redigeremo un programma di interventi di manutenzione straordinaria, attiveremo il pronto intervento grazie ad un call center che consentirà di raccogliere e canalizzare le richieste anche con l’aiuto dell’Intelligenza artificiale e sonderemo lo stato del patrimonio pubblico».

Gli obiettivi

Insomma, più risorse, maggiore tempestività e la possibilità di individuare altri stock di alloggi da affidare a soggetto terzo: questi gli obiettivi del test, che si muove – come ammette l’assessore Fenaroli – «in un contesto complesso caratterizzato da molte difficoltà tra gli assegnatari, con lo Stato che ha tagliato radicalmente le risorse anche per i servizi sociali».

A tracciare la via del progetto è il vicesindaco Federico Manzoni, che spiega: «Vogliamo innalzare lo standard e la qualità del servizio abitativo offerto e verificare se siamo in grado di offrire migliori standard qualitativi, di ridurre i tempi di attesa, di offrire un’interfaccia più semplice per gli assegnatari. Soprattutto vogliamo capire se questo modello può stare in piedi e se può esser replicato anche in altri ambiti del patrimonio abitativo».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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