Piano Casa, per Brescia 120 milioni di investimenti in 5 anni

Tra gli 80 e i 120 milioni di euro di investimenti pubblici in cinque anni. È questa la potenziale portata economica del «Piano Casa» sul territorio bresciano. Cifra destinata a crescere se si considera l’effetto moltiplicatore atteso da fondi europei e capitali privati. Numeri che potrebbero trasformarsi in una leva strategica per uno dei comparti cardine dell’economia della nostra provincia, l’edilizia, e allo stesso tempo contribuire a dare una risposta strutturale alla crescente emergenza abitativa del Bresciano.
La fame di case
Brescia si conferma infatti una delle realtà urbane più dinamiche del Paese sotto il profilo demografico. Secondo una recente analisi della Fondazione Campus Edilizia Brescia Ets, il capoluogo si colloca al quarto posto tra le città italiane per crescita della popolazione tra il 2019 e il 2023 (in netta controtendenza rispetto al calo registrato in molte realtà urbane del Nord) con un incremento dell’1% dei residenti. Lo studio indica che la città potrebbe superare i 205mila abitanti entro il 2033 e raggiungere i 208mila nel 2043, con una crescita complessiva di circa 10mila residenti rispetto ai livelli attuali. Non solo, a determinare la pressione sul mercato immobiliare contribuisce soprattutto una progressiva riduzione della dimensione media delle famiglie (aumentano gli anziani soli, crescono i single e le separazioni).
È in questo scenario che si inserisce il Piano Casa nazionale presentato nei mesi scorsi dal Governo Meloni con l’obiettivo di realizzare 100mila alloggi a prezzi calmierati nell’arco di dieci anni. Il programma prevede un rafforzamento delle risorse complessive, passate da 2 a 7 miliardi di euro tra fondi statali ed europei. La Legge di Bilancio 2026 ha stanziato 200 milioni per il biennio 2026- 2027, mentre si attende il decreto attuativo che dovrà definire l’architettura operativa del piano.
Le richieste di Ance
Sul tema l’associazione nazionale dei Costruttori edili - presieduta da Federica Brancaccio affiancata dal vicepresidente, il bresciano Massimo Angelo Deldossi con delega all’Innovazione - chiede un’accelerazione. Lo strumento, a livello nazionale, «potrebbe attivare fino a 15 miliardi di investimenti entro il 2033 attraverso quattro leve principali: semplificazioni urbanistiche, partenariati pubblico-privato, incentivi fiscali e una governance stabile». «Le imprese del settore si dichiarano pronte a sostenere la nuova fase di sviluppo, ma evidenziano l’urgenza di evitare ritardi attuativi».
La filiera dell’edilizia
Nella nostra provincia accanto alle ricadute sociali per la creazione di alloggi a prezzi calmierati, ci sono gli importanti effetti sul sistema economico: nei prossimi cinque anni si stimano investimenti per 120 milioni.
La filiera dell’edilizia rappresenta uno dei principali motori produttivi della provincia, con 18.703 imprese e oltre 46.400 addetti. Gli ultimi dati disponibili segnano un valore complessivo della produzione che supera i 7 miliardi di euro, generando un indotto che coinvolge artigianato, commercio, progettazione e servizi tecnici. Un comparto eterogeneo, che si caratterizza per una forte presenza di piccole e medie imprese, ma anche con realtà strutturate capaci di operare su cantieri complessi e grandi interventi di rigenerazione urbana ed efficientamento energetico, ambito in cui il territorio bresciano ha sviluppato competenze consolidate.
Se Confindustria considera la disponibilità di alloggi a prezzi calmierati un fattore determinante per favorire la mobilità dei lavoratori, un ruolo di raccordo sinergico lo potrebbe giocare la Fondazione Campus Edilizia Brescia Ets, impegnata nella costruzione di un piano casa territoriale. In collaborazione con Cresme, la Fondazione sta sviluppando analisi scientifiche sul fabbisogno abitativo e sul patrimonio edilizio esistente, individuando le reali esigenze dei territori. In Valtrompia, sono in fase di sviluppo progetti che potrebbero tradursi nella realizzazione di interventi residenziali. In questa prospettiva si inserisce la collaborazione tra Fondazione, Comune di Brescia e Comunità Montana Valtrompia.
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