Violenta lite ieri sera, venerdì 8 maggio, nel centro di Manerbio, in via San Martino, dove un uomo è stato colpito alla testa con una bottiglia di vetro, mentre altre due persone sono state portate via in manette dai carabinieri intervenuti sul posto.
La vicenda
La vittima, uno straniero ivoriano di 44 anni residente a Manerbio, è stata soccorsa dal personale sanitario e trasportata in ospedale in codice giallo, dove i medici gli hanno applicato diversi punti di sutura. Per lui una prognosi di 60 giorni.
L’episodio si è verificato intorno alle 21.30. Secondo quanto raccontato dalle numerose persone scese in strada dopo aver sentito le urla provenire dalla via, tutto sarebbe nato all’esterno del negozio situato sotto il condominio di via San Martino. Alcuni uomini si trovavano lì quando, per cause ancora in fase di accertamento, sarebbe scoppiata una discussione degenerata rapidamente.

Dalle parole si sarebbe passati ai fatti nel giro di pochi minuti: uno di questi con una bottiglia di vetro che aveva in mano avrebbe colpito violentemente alla testa il rivale che si è accasciato sanguinante davanti ai presenti.
Immediata la chiamata ai soccorsi. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Manerbio, gli agenti della Polizia locale e i sanitari del 118, che hanno prestato le prime cure al ferito prima del trasferimento in ospedale. Sono in corso ulteriori accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto e verificare eventuali responsabilità.
La rabbia dei residenti
«Non c’è pace in via a San Martino e la situazione, al posto che migliorare sta degenerando», questo l’intervento dei residenti.
L’arresto
Le immediate attività investigative, supportate dall’acquisizione di un filmato registrato da un testimone presente sul posto, hanno consentito ai carabinieri di identificare senza esitazione il presunto autore dell’aggressione. Nel video si vede infatti l’uomo colpire violentemente la vittima con calci e pugni, per poi inseguirla lungo la strada e colpirla alla testa con una bottiglia di vetro.
Ma l’aggressore non ha agito da solo. Almeno nella prima fase dell’aggressione, il giovane era stato affiancato da un 44enne di origini nordafricane, che tuttavia, nel corso dell’aggressione, si era ricreduto, desistendo dapprima dal colpire la vittima e prodigandosi in seguito a telefonare al 112 per richiedere la presenza dei carabinieri. Per questo motivo il 44enne è stato denunciato, sempre per lesioni personali aggravate.
Le ricerche si sono concluse pochi minuti dopo, quando entrambi i sospettati sono stati rintracciati nei pressi del luogo dei fatti. Gli uomini, inizialmente agitati e oppositivi, sono stati bloccati e condotti negli uffici dell’Arma per ulteriori accertamenti.
Vestiti sporchi di sangue
Nel corso della successiva perquisizione domiciliare, i militari hanno rinvenuto gli indumenti presumibilmente utilizzati durante l’aggressione, sui quali erano presenti numerose tracce nonché vere e proprie macchie di sangue. Ulteriori accertamenti hanno inoltre evidenziato tentativi di ripulitura delle calzature indossate al momento dei fatti.
Direttissima
Nella tarda mattinata di oggi, sabato 9 maggio, il giovane, dopo aver trascorso la notte in caserma, è stato portato in Tribunale per la direttissima. L’arresto è stato convalidato con l’applicazione della misura cautelare dell'obbligo di dimora nel comune di Manerbio e di non uscire dal Comune senza autorizzazione. Il processo, per il quale l’avvocato ha chiesto i termini a difesa si terrà verso la fine del mese.



