Da oltre quarant’anni la cascina «Chizzoletta», nella campagna al confine con Leno, a pochi passi dal casello autostradale, ha rappresentato, e tuttora rappresenta, una occasione di riscatto e redenzione dopo gli smarrimenti nelle pieghe più recondite dell’esistenza. È la sede della comunità manerbiese della cooperativa di Bessimo, che proprio nel 2026 compie 50 anni di vita.
Una storia lunga, intensa e ricca di esperienze, di volti e di persone iniziata nel 1976 grazie alla spinta di don Redento Tignonsini, sacerdote e missionario scomparso nel 2021, il quale nel 1983 ha aperto la comunità per il recupero di chi ne aveva più bisogno. Fu all’epoca la terza comunità a cui don Redento, insieme ad alcuni soci benefattori, sempre pronti a tendere una mano e sovvenire ai bisogni, anche materiali, diede vita nel territorio bresciano.
Le celebrazioni
Per festeggiare il traguardo, domani, sabato 6, all’oratorio è in programma un momento di festa, preceduta, il giorno prima, dal consueto torneo di calcio delle comunità durante il quale – ospitate negli spazi del centro giovanile – le squadre composte da ospiti e operatori dei servizi della comunità, si cimenteranno in prodezze calcistiche, trascorrendo una giornata di sport sano e intelligente che culminerà poi in una cena tutti insieme.
Domani dalle 14 pomeriggio di festa con giochi, sport, attività e, soprattutto, tanta gioia di stare insieme. Seguirà un momento istituzionale durante il quale si ripercorreranno le tappe della presenza della cooperativa nella comunità manerbiese; a seguire una Messa nella parrocchiale e poi una cena e un momento musicale.
Gli obiettivi
Grazie al lavoro degli operatori e dei volontari, la cooperativa offre occasioni di emancipazione, di accrescimento dell’autonomia personale e di gruppo ai meno fortunati, impiegandoli in varie e diverse attività anche lavorative. «Oggi la cooperativa continua a occuparsi di riabilitazione e reinserimento di persone «che nella vita – sottolinea la presidente Elena Ciusani – si trovano ad affrontare problemi legati al consumo e alla dipendenza da sostanze e da alcol ma anche a vivere la grave marginalità o il carcere».



