CronacaBassa

Maclodio, il 25 Aprile alternativo «ferito» da un saluto fascista

Alice Resconi
La giornata di ricorrenza si è svolta anche quest’anno in forma divisa. Al termine della manifestazione organizzata dall’Anpi un uomo ha effettuato il saluto fascista
La festa del 25 Aprile a Maclodio © www.giornaledibrescia.it
La festa del 25 Aprile a Maclodio © www.giornaledibrescia.it
AA

A Maclodio la celebrazione «alternativa» del 25 Aprile, organizzata dall’Anpi, si è conclusa con un episodio che ha suscitato forti reazioni tra i presenti. Al termine della manifestazione che si stava svolgendo in modo tranquillo, un uomo ha effettuato il saluto fascista: il gesto è stato immediatamente segnalato e il giovane è stato identificato dalle forze dell’ordine.

La giornata di ricorrenza si è svolta infatti anche quest’anno in forma divisa tra la commemorazione istituzionale celebrata dal primo cittadino Simone Zanetti, il 25, e la celebrazione alternativa promossa da Anpi e associazioni del territorio, oggi.

Nel corso della manifestazione alternativa, molto partecipata, gli interventi si sono concentrati sulle critiche alla gestione della ricorrenza da parte dell’Amministrazione comunale. «La commemorazione del sindaco è al di fuori della legge istitutiva e dello spirito della Costituzione - ha sottolineato Lucio Pedroni, presidente Anpi provinciale -. Non si può dimenticare che il 25 Aprile è la festa della Liberazione dal nazifascismo». Sulla stessa linea il consigliere di minoranza Luca Crotti, che ha affermato: «Non è una questione di polemica, ma istituzionale: i valori della Resistenza e della Liberazione devono essere pienamente rappresentati nelle celebrazioni pubbliche».

A seguire è intervenuto anche il segretario generale della Cgil di Brescia Francesco Bertoli, che ha parlato di «un problema politico e non solo amministrativo», sottolineando come «chi governa i Comuni, come i sindaci, ha una responsabilità diretta nella difesa dei valori costituzionali».

Infine, l’avvocato Pietro Garbarino ha concluso gli interventi con un accorato discorso, definendo la manifestazione «un presidio di democrazia e di Costituzione» e soffermandosi sull’articolo 3 della nostra Carta. «Il 25 Aprile è inevitabilmente divisivo - ha concluso -. Perché distingue chi riconosce i valori antifascisti da chi non li riconosce».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@News in 5 minuti

A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.

Suggeriti per te

Caricamento...
Caricamento...
Caricamento...