Cronaca

Leno, la nuova mensa sarà inaugurata dopo il Natale

Tramonta la «storia infinita» del cantiere Pnrr bloccato da tragici imprevisti e ritardi
Gianantonio Frosio
ll cantiere occupa una parte del giardino della scuola - © www.giornaledibrescia.it
ll cantiere occupa una parte del giardino della scuola - © www.giornaledibrescia.it

La storia infinita sta per finire: al rientro dalle vacanze di Natale i bambini della primaria potranno pranzare nella nuova mensa, che da quasi 4 anni è lì imbalsamata, iniziata e mai finita nel cuore del paese. «È probabile che sia pronta prima di gennaio – dicono la sindaca Cristina Tedaldi e l’assessore Nicola Berardi –. Ma, visti i precedenti, ci siamo tenuti un po’ di margine». Non si sa mai...

La vicenda

Un briciolo di scaramanzia non guasta perché, effettivamente, quest’opera (iniziata nel 2023 grazie a un milione di euro del Pnrr, consegna lavori prevista ad aprile 2024) ne ha viste di tutti i colori. Poteva andare diversamente? Forse. Di sicuro il Fato ha maramaldeggiato, mettendosi più volte di traverso.

La madre di tutti i ritardi si fa risalire al 15 giugno del 2024 quando, nel casertano, vengono ammazzati Claudio e Marco Marrandino, co-titolari della ditta che si era aggiudicata il subappalto. Ergo: lavori al palo e l’Amministrazione che deciderà di risolvere il contratto. Scoppia la polemica tra Ermanno Udeschini, assessore ai tempi dell’appalto, ora consigliere comunale di opposizione, che spara a zero contro l’allora sindaco. Il quale aveva risposto per le rime.

Mentre la scuola attende perché, oltre a non avere la nuova mensa, è pure senza parcheggio (temporaneamente adibito a cantiere) e con una parte dell’area in cui i bambini giocano inagibile per lavori in corso, l’iter procede e, pur tra ostacoli vari, come la difficoltà a trovare un professionista che faccia da direttore dei lavori, si riprende.

Imprevisti e consegna

Ora, finalmente, siamo in dirittura d’arrivo, anche se c’è da sanare qualche imprevisto: alcuni particolari, roba da poco, devono essere rivisti, perché non sono stati eseguiti a regola d’arte. Per le casse del Comune non ci saranno ulteriori aggravi: c’è una fidejussione da riscuotere e, nel caso, l’intenzione di chiedere i danni.

«In verità – precisa la sindaca – il Comune spenderà qualcosa: giusto per realizzare alcune opere secondarie non previste nel progetto originale. Piccoli interventi migliorativi dei quali, ovviamente, dobbiamo farci carico».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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