I telefoni all’unisono emettono un suono anomalo, non riconducibile ad alcuna suoneria personale. Poi il messaggio sugli schermi: «Attenzione, è in corso il collasso di una diga nella zona in cui ti trovi». C’è una parola in maiuscolo che però rassicura tutti: «Simulazione». Sono da poco trascorse le 11 quando l’allarme rimbomba nella valle partendo dai dispositivi di chiunque si trovi in zona.
L’alert rompe il silenzio di una tranquilla mattina in Valsabbia, ma a Barghe chi è al bar o seduto su una panchina non si scompone: «Abbiamo letto i giornali e siamo stati informati dal sindaco», dice una donna. «Io lo sapevo ma mi ero dimenticato», ammette un vicino di tavolo mentre chiunque intorno compie il medesimo gesto: la ricerca del telefono che sia in borsa, in tasca o appoggiato ad un tavolo.

22 Comuni a Brescia
In occasione della Giornata internazionale per la riduzione del rischio da disastri, sono stati 22 i comuni bresciani a finire coinvolti nella simulazione sull’allarme per il collasso della Diga di Malga Bissina, in provincia di Trento. Si tratta delle località lungo l’asse del fiume Chiese che, dopo aver percorso diversi chilometri e aver perso quota, incontra il grande sbarramento idroelettrico artificiale a 1.789 metri di altezza. Negli esercizi pubblici e sulle bacheche disseminate nel piccolo borgo – classificato da Regione Lombardia e Procivil come uno dei comuni dambreak (onda di piena) – nei giorni scorsi erano state affisse mappe e avvertenze, così tutto è filato per il verso giusto.
Poco prima il sindaco Giovan Battista Guerra passeggia per le vie del paese e ricorda a tutti l’appuntamento, poi si premura di dire alle maestre dell’asilo, frequentato da 29 bambini, «non spaventatevi quando suonerà tutto». Ci mette quasi dieci minuti l’It Alert per lanciare il primo test, poi parte anche il secondo con il doppio obiettivo di sperimentare il sistema e di abituare le popolazioni locali ai comportamenti responsabili in caso di calamità.
Domande e risposte
«Per quanto abbiamo avuto modo di sapere è andato tutto bene – analizza il sindaco Guerra, reduce da un lungo vertice coi responsabili di Regione e Protezione Civile 24 ore prima -, la comunità era informata precedentemente e nei giorni scorsi è stata molto interessata da questo strumento che ha la capacità di poter dare un preavviso importante in caso di calamità. Avere un avviso in tempo utile può incidere tra la vita e la morte». E c’è anche chi, poco dopo aver ricevuto il messaggio sullo smartphone, ha già provveduto a compilare il questionario di feedback disponibile per 24 ore.
«C’erano tante domande – racconta un pensionato –: dalla provenienza geografica all’operatore telefonico, dal luogo in cui mi trovavo al tipo di dispositivo». Lo stesso scenario è stato vissuto nella mattinata di ieri da residenti o passanti negli altri 21 comuni coinvolti dal test. «Che resti una simulazione e non succeda niente», conclude un residente con un sorriso.




