CronacaGarda

Investita e uccisa: «C’è concorso di colpa tra vittima e automobilista»

È questo il punto centrale che emerge dalla chiusura delle indagini della Procura. Diana Siminescu era morta l’8 agosto 2025 a Calvagese, travolta da un’autovettura
La strada lungo la quale è stata investita la donna - © www.giornaledibrescia.it
La strada lungo la quale è stata investita la donna - © www.giornaledibrescia.it
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Non è stata solo colpa di chi era al volante. Nell’incidente mortale dell’8 agosto scorso a Calvagese della Riviera, costato la vita a Diana Siminescu, anche la vittima ha avuto una responsabilità. È questo il punto centrale che emerge dalla chiusura delle indagini della Procura di Brescia sulla morte della donna, madre di quattro figli, investita sullo stradone che da Bettola di Lonato raggiunge la frazione di Calvagese, paese di residenza delle due donne coinvolte.

L’indagine

La ricostruzione degli inquirenti parla apertamente di concorso di colpa tra la donna travolta e uccisa e la conducente dell’auto, una 24enne oggi indagata per omicidio stradale. Secondo gli accertamenti, la giovane alla guida avrebbe percorso quel tratto di strada in condizioni di forte stanchezza, tali da provocare un probabile colpo di sonno. Una circostanza che le avrebbe fatto perdere la necessaria attenzione, impedendole di accorgersi in tempo della presenza di Diana Siminescu sulla carreggiata.

Ma non è l’unico elemento. Al momento dell’incidente, Diana Siminescu, partita verso casa a piedi da un bar dopo una serata con amici, si trovava accovacciata sulla destra della strada, in una posizione ritenuta «pericolosa e non conforme alle regole previste per i pedoni». E proprio da qui nasce il concorso di colpa. Gli inquirenti parlano di dinamica «in regime concausale»: da una parte la conducente, che non avrebbe mantenuto il controllo e la vigilanza necessari; dall’altra la vittima, la cui presenza sul ciglio della strada, in quella posizione, avrebbe reso l’impatto difficilmente evitabile.

L’urto era stato violentissimo. La 42enne è stata colpita dalla parte anteriore destra dell’auto e ha riportato «lesioni cranio-facciali, encefaliche e agli arti» che ne hanno provocato la morte sul colpo.

La 24enne al volante dell’auto non si era fermata a prestare soccorso e venne individuata il giorno successivo dalle forze dell’ordine. «Non mi sono accorta di nulla. Pensavo di aver preso un sasso. Mi sono fermata poco distante rispetto al punto dell’impatto, ma non c’era davvero nulla» aveva detto alle forze dell’ordine. Era stata la segnalazione di un carrozziere a imprimere una svolta alle indagini: l’uomo chiamò la polizia stradale spiegando che gli era stata portata una vettura da riparare che corrispondeva alla descrizione fornita dagli agenti: un’Audi nera. Poi risultata quella della giovane automobilista che aveva investito la notte prima Diana Siminescu, trovata senza vita nel campo vicino alla strada solo il mattino successivo all’incidente.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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