Ad InSuperAbile, il progetto bresciano che attraverso il viaggio porta in giro per l’Italia il suo messaggio di inclusione, c’è chi cammina ma anche chi lavora perché tutto proceda in sicurezza e senza intoppi. A farlo sono tre volontari Gianmaria Zatti, alla prima esperienza, con i veterani Giacomo Danesi e Fulvio Mosconi. I tre «angeli custodi» seguono il gruppo con pulmini che accolgono chi non ce la fa più dopo tanti chilometri camminati o chi ha bisogno di acqua e ristoro.
Le testimonianze
«Sono un fresco pensionato e quando l’hanno saputo mi hanno subito coinvolto. Faccio l’autista – racconta Zatti – . È un’esperienza molto impegnativa, la fatica fisica noi tre la sentiamo poco, chi cammina invece sta facendo un mezzo miracolo. I ragazzi sono fantastici, oggi Cristian lorini dopo 19 km di cammino ha fatto di corsa gli ultimi 50 metri, una cosa incredibile».
Solito entusiasmo per Danesi: «Tutto bene. Fa molto caldo, ma la gente è accogliente, ospitale, mi ha sorpreso. Noi bresciani siamo chiusi, loro ci hanno spalancato le porte di casa. Siamo stati spesso Ospiti nelle case private. Ogni anno sempre meglio, con sorprese differenti».
Per Mosconi, invece, emozioni fortissime come le altre edizioni: «I ragazzi sono un grande esempio, non ho parole, mentalmente non mi metto nemmeno a pensare di fare una cosa così. Bisogna avere una forza mentale allucinante. Quando li vedo arrivare ho la pelle d’oca, mi ritengo fortunato ad essere qui».
Oggi la cordata è arrivata a Monserrato, domani il gruppo sarà in visita al carcere minorile di Bonaria.



