È atterrato all'ora di pranzo all'aeroporto di Milano Linate il 17enne di Sarezzo rimasto gravemente ferito in un incidente stradale avvenuto a Chisinau, in Moldavia. Il giovane, dopo il trasferimento con un volo sanitario organizzato da Areu, è stato trasportato in ambulanza all'ospedale Niguarda di Milano, dove è ora ricoverato nel reparto di neurorianimazione. Il rientro in Italia rappresenta un passaggio importante nel percorso di cura del ragazzo, che si trovava in vacanza in Moldavia quando è rimasto coinvolto nel drammatico incidente.
Il 17enne ha riportato una frattura della colonna vertebrale con lesione del midollo spinale ed è stato sottoposto a un intervento chirurgico d'urgenza in un ospedale moldavo. Dopo una prima fase in terapia intensiva, le condizioni del giovane avevano mostrato segnali di miglioramento, tanto da consentire ai medici moldavi di autorizzare il trasferimento in Italia.
Regione Lombardia, attraverso Areu, ha quindi coordinato il rimpatrio sanitario, dalla valutazione della documentazione clinica fino all'organizzazione del volo e dell'équipe medica necessaria per accompagnarlo durante il viaggio.
I ringraziamenti
«Desidero esprimere, a nome di Francesco, della sua famiglia e mio personale, la più profonda gratitudine alla Direzione generale Welfare della Regione Lombardia e a tutto il personale di Areu per lo straordinario, tempestivo e impeccabile intervento che ha permesso il rientro in Italia di Francesco, un ragazzo di soli 17 anni vittima di un grave incidente in Moldavia». Così Silvia Bugatti, madre della ragazza del giovane.
«Vedere la macchina dei soccorsi e della sanità lombarda attivarsi con tanta efficienza, umanità e precisione in un momento per noi di totale disperazione è stato un vero e proprio miracolo. Sapere che Francesco è finalmente in volo verso un’eccellenza come l’Ospedale Niguarda di Milano ci restituisce la speranza e la serenità che avevamo smarrito. In momenti drammatici come questo si comprende il valore inestimabile delle nostre istituzioni e della nostra sanità.
Oggi posso dirlo con tutto il cuore e con profonda commozione: ringrazio Dio di essere una cittadina lombarda e di poter contare su una rete di soccorso e di cura unica al mondo. Alla Direzione, agli operatori Areu, a tutti i medici e quanti hanno lavorato dietro le quinte per riportare a casa Francesco va la nostra infinita e perpetua gratitudine».



