Cronaca

Incidente in Moldavia, il 17enne di Sarezzo tornerà domani in Italia

Era rimasto gravemente ferito in un incidente stradale il 13 agosto a Chisinau. Sarà ricoverato all’ospedale Niguarda di Milano
Un aereo con assistenza medica
Un aereo con assistenza medica

Rientrerà domani in Italia il 17enne residente a Sarezzo rimasto gravemente ferito in un incidente stradale avvenuto il 13 agosto a Chisinau, in Moldavia, dove si trovava in vacanza. Lo ha comunicato la Regione in una nota. Il ragazzo, dopo essere stato sottoposto a un intervento chirurgico, è stato inizialmente ricoverato in terapia intensiva in un ospedale moldavo.

Le sue condizioni sono migliorate e, ieri, è stato trasferito dalla terapia intensiva a un reparto ordinario. I medici moldavi hanno inoltre confermato la possibilità di effettuare il trasferimento aereo.

La vicenda

La richiesta di supporto per il rientro in Italia è arrivata alla Regione il 14 agosto, attraverso la zia del ragazzo. L'assessore all'Istruzione, Formazione e Lavoro, Simona Tironi e l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso hanno preso in carico la situazione. È stata quindi chiesta alla famiglia la documentazione clinica necessaria per valutare le condizioni del giovane e individuare la struttura italiana più adeguata a proseguire le cure.

Attraverso l’Agenzia regionale emergenza urgenza (Areu), la Regione ha coordinato le attività necessarie al rimpatrio sanitario: dalla valutazione della documentazione clinica alla ricerca di un vettore sanitario idoneo, fino all’individuazione dell’aeromobile e dell’équipe sanitaria necessaria per accompagnare il giovane durante il trasferimento.

Al termine del trasferimento, il ragazzo sarà ricoverato presso l’ospedale Niguarda di Milano, dove potrà proseguire il percorso di cura.

Le dichiarazioni

«Di fronte a una situazione così delicata – spiega l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso – la priorità è stata fin dall’inizio quella di mettere in campo rapidamente tutte le possibilità a disposizione per consentire a questo ragazzo di rientrare in Lombardia e continuare le cure nel modo più appropriato. Abbiamo seguito costantemente l’evoluzione delle sue condizioni e, non appena i medici hanno dato il via libera al trasferimento, abbiamo attivato la macchina organizzativa necessaria. Il nostro pensiero va innanzitutto al ragazzo e alla sua famiglia, con l’auspicio che il rientro in Italia possa rappresentare un ulteriore passo verso la sua completa guarigione».

Per Bertolaso, si tratta di «un esempio concreto di come il sistema sanitario lombardo sappia farsi carico dei propri cittadini anche quando si trovano lontano da casa. Ringrazio Areu e tutti i professionisti che in queste ore stanno lavorando per rendere possibile il rientro del ragazzo in sicurezza e consentirgli di continuare il percorso di cura in Lombardia. Anche questo caso, come già successo in occasione del trasferimento dei ragazzi feriti a Crans Montana, conferma che la Lombardia non lascia mai solo nessuno». 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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