Sono iniziati da alcuni giorni, sul Presena, i lavori per la posa dei teli geotessili, l’intervento che ogni anno, con l’arrivo della stagione più calda, viene effettuato per rallentare lo scioglimento di neve e ghiaccio. Le operazioni, avviate con le stesse modalità degli anni scorsi, hanno subito un breve stop a causa delle recenti nevicate in quota, che hanno interessato anche l’area del Presena.
Provvedimento
Si tratta di un intervento ormai consolidato, iniziato nel 2008 e diventato nel tempo una delle immagini simbolo della difesa dei ghiacciai alpini dagli effetti del riscaldamento globale.
Ogni anno vengono stesi oltre centomila metri quadri di teli bianchi, larghi circa cinque metri e lunghi una settantina ciascuno. La posa richiede moltissime ore di lavoro e un’organizzazione complessa, resa ancora più impegnativa dalla quota e dalle condizioni meteo variabili.
I teli, realizzati con materiali in grado di riflettere i raggi solari, hanno lo scopo di ridurre l’assorbimento di calore e quindi la fusione estiva. Secondo gli studi condotti negli anni, questa copertura permette di dimezzare lo scioglimento di neve e ghiaccio nelle zone protette, salvando uno spessore che può superare i due metri e mezzo, fino a oltre tre metri nelle stagioni più favorevoli.
Prevenzione
Il progetto nasce all’inizio degli anni Duemila, quando sul Presena cominciarono ad affiorare le prime rocce nella parte centrale del ghiacciaio, facendo temere una possibile separazione della massa glaciale in due porzioni distinte, e quando si disse addio allo sci estivo. Da qui la scelta di sperimentare una soluzione già adottata in alcune località alpine estere. Nel corso degli anni la copertura è stata ampliata, fino a interessare le aree più delicate del ghiacciaio.
Oggi i teli rappresentano una misura di protezione locale, utile a rallentare la perdita di massa glaciale, ma non sufficiente a invertire la tendenza. Gli studi scientifici ricordano infatti che il ghiacciaio continua a perdere volume ogni anno. Sul Presena, intanto, la «coperta» bianca continua a essere stesa, per guadagnare tempo e dare fiato (e piste) all’inverno.



