Novecentomila presenze turistiche all’anno. Un numero che potrebbe far pensare a una località travolta dal turismo. Invece, il messaggio che Manerba ha affidato ieri, domenica 5 luglio, alle telecamere di «In Piazza con Noi», è il contrario: crescere senza perdere la propria identità. Un equilibrio fatto di spiagge, sentieri, Rocca e panorami, certo, ma anche di agricoltori, pescatori, volontari, associazioni e di una comunità che continua a riconoscersi nei propri luoghi.
L’ultima puntata della stagione della trasmissione di Teletutto condotta da Marco Recalcati, Elisabetta Del Medico e Giorgio Zanetti, ha trasformato la splendida terrazza dietro l’oratorio in una vetrina del territorio. Ma più che una cartolina, è stato un racconto corale, costruito attraverso le voci di chi Manerba la vive ogni giorno.
Presenze record

«Il territorio parla già per noi» ha osservato il sindaco Flaviano Mattiotti, invitando a scoprire anche gli angoli meno conosciuti del paese, «magari armati di un paio di ciabatte». Un invito che riassume bene la filosofia di una località che continua ad attirare visitatori senza rinunciare alla propria anima.
Le presenze sfiorano quota 900mila ogni anno, «ma il territorio è talmente ampio che c’è posto per tutti», ha ricordato il primo cittadino, sottolineando come lo sviluppo turistico proceda di pari passo con gli interventi pensati per migliorare la qualità della vita dei residenti, come l’ampliamento della passeggiata della Romantica, progettato con particolare attenzione al paesaggio.
Ricco calendario

L’estate, naturalmente, è protagonista. Il vicesindaco Luca Beltrami ha illustrato un calendario che spazia dai piccoli eventi ai grandi concerti della rassegna Minerva Musicae, ormai capace di richiamare artisti di livello internazionale, mentre la presidente della Pro loco Sara Franzoni ha ricordato come accanto agli appuntamenti ormai consolidati trovino spazio ogni anno nuove proposte, tra musica, cultura, astronomia, libri e iniziative che valorizzano i luoghi più caratteristici del paese, in collaborazione anche con il Museo archeologico della Valtenesi.
A tavola
Un’identità che passa anche dalla tavola. Lo hanno raccontato Giovanni Avanzi, alla guida della storica cantina di famiglia, fondata nel 1931, e Stefano Botturi dell’Olearia Caldera, fiduciosi in un’annata favorevole anche grazie alle condizioni climatiche. Poi lo chef Daniele Panni, che ha preparato un risotto al coregone valorizzando uno dei prodotti simbolo del lago.

Proprio il coregone è stato al centro dell’intervento del pescatore Simone Bocchio, quarta generazione di una famiglia che vive di lago. «Ci vorranno anni per tornare alla normalità, ma abbiamo ricominciato a seminarlo», ha spiegato, ricordando la battaglia portata avanti insieme alla comunità per salvaguardare una specie che rappresenta molto più di un semplice pesce: un pezzo di identità gardesana.
Associazioni e sport
La stessa identità che si ritrova nelle associazioni. Dalla Banda musicale, fondata nel 1884 e ancora oggi impegnata tra concerti e scuola di musica, alle Giubbe Verdi, custodi dell’ambiente e presenza costante nelle iniziative del territorio.

Dagli Alpini, che dopo oltre un secolo continuano a coinvolgere anche i più giovani, fino alle società sportive, dalla mountain bike al karate, dal calcio al volley, capaci di trasformare lo sport in un’occasione di crescita e aggregazione. Tra queste, la Polisportiva Valtenesi rappresentata da Gianmarco Verdi ha raccontato una realtà in continua espansione, forte di centinaia di tesserati e del recente salto in serie D della prima squadra femminile di pallavolo.
Insomma, turismo sì. Ma il valore di Manerba continua a misurarsi soprattutto nella capacità di fare comunità.


