Cronaca

Hub della conoscenza, il modello Gambara fa scuola anche fuori provincia

Il progetto pilota presto adottato anche a Mantova e Cremona
Antonio Borrelli
Giuliano Noci, direttore dell’Hub della conoscenza
Giuliano Noci, direttore dell’Hub della conoscenza

Un anno fa era solo una flebile luce di speranza, ora è un focolaio pronto ad espandersi. Il progetto di integrazione e lavoro lanciato dall’Hub della Conoscenza nel 2025 è nato tra campi arati, sole battente e aziende con poca manodopera. Ma la scintilla che aveva fatto dire «eureka» era stato un centro di accoglienza abitato quotidianamente da 182 migranti. «Si possono trovare connessioni tra due emergenze che in apparenza nulla hanno in comune?», si era detto qualcuno. Così è nato il «modello Gambara», capace di formare e intercettare nuovi lavoratori per le imprese del territorio.

Il bilancio

Per tracciare un primo bilancio del progetto pilota si è tornati proprio dove tutto è cominciato: all’incontro pubblico nell’oratorio della parrocchia dei santi Pietro e Paolo di Gambara c’erano cittadini, stakeholder e anche un gruppo di giovani migranti che hanno partecipato al progetto. E lì sono stati restituiti i primi risultati: nella primavera del 2025 sono stati formati, sia sotto il punto di vista linguistico che lavorativo, 26 ospiti del centro di accoglienza di Gambara, 22 dei quali sono poi stati inseriti all’interno di contesti lavorativi, dove attualmente sono ancora operativi. Altri 35 ragazzi hanno intrapreso il medesimo percorso alla fine del 2025 e sono in attesa di poter iniziare a lavorare. «È stato un successo - commenta Giuliano Noci, direttore dell’Hub della Conoscenza - perché abbiamo ottenuto due risultati importanti: da un lato abbiamo dato futuro, speranza a giovani che sono arrivati qui in cerca di un’avventura e di un futuro diverso da quello a cui potevano aspirare in patria; e dall’altro il nostro territorio ne trae un grande beneficio. Le imprese sono alla disperata ricerca di manodopera e possono trovare in queste persone una giusta risposta».

La strada da fare

Parla di scommessa vinta, ma di percorso «non finito» la sindaca di Gambara Tiziana Panigara: «Siamo solo all’inizio. I problemi si possono trasformare in opportunità. Dobbiamo trovare persone per le nostre aziende affinché possano produrre e andare avanti con il loro lavoro. Il resto viene dopo». Ma il progetto pilota di Gambara è pronto a prendere il volo e a fare da modello per il resto della Lombardia. L’Hub della Conoscenza ha infatti vinto il bando regionale Zero Neet «che ci permetterà di creare un’iniziativa a più ampio respiro andando a toccare anche le province limitrofe come Cremona e Mantova. Ci auguriamo così di poter continuare a contaminare i nostri territori con questa iniziativa», spiega l’ad dell’Agenzia del lavoro «Al Centro» Daniele Daturi, che dall’inizio si occupa del percorso formativo e dell’inserimento dei migranti di Gambara.

Oltre alla stessa «Al Centro», i partner coinvolti nel progetto allargato - che potrebbe interessare circa 80 migranti ospitati nei diversi Centri di accoglienza straordinaria delle tre province - sono il Cfp Zanardelli di Brescia, Cr.Forma di Cremona, Fondazione Politecnico, Fondazione Tutti al centro Ets e la Provincia di Cremona.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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