Cronaca

Grandine, quanto ci costi? Come cambiano le assicurazioni

Dalle auto alle abitazioni con infissi e pannelli fotovoltaici, gli eventi meteo estremi pesano sempre di più sulle polizze. Durini (Sna Brescia): «Le compagnie hanno già alzato costi e franchigie. E in alcuni casi limitano o negano le coperture»
Stefano Zanotti

Stefano Zanotti

Giornalista

I vetri delle auto rotti dalla grandine
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I vetri delle auto rotti dalla grandine

Il cambiamento climatico non si misura soltanto con l’aumento delle temperature. Ci sono anche da eventi meteorologici estremi capaci di provocare, in poche ore, danni per migliaia (se non milioni) di euro: precipitazioni violente, allagamenti, tempeste e grandinate che mettono a rischio abitazioni, automobili, attività produttive e infrastrutture. E più cresce il valore dei beni esposti più pesante può diventare il conto. E oggi, accanto alle automobili e alle strutture tradizionali delle abitazioni, tra i beni più esposti ci sono anche gli impianti fotovoltaici, diventati sempre più diffusi negli ultimi anni.

Un costo che non si esaurisce però nella riparazione del danno. L’aumento della frequenza e dell’intensità di alcuni fenomeni estremi sta infatti mettendo sotto pressione anche il mercato assicurativo, chiamato a sostenere un numero crescente di richieste di risarcimento. E il rischio finisce così per trasferirsi, almeno in parte, su cittadini e imprese attraverso premi più elevati, franchigie maggiori, limiti ai rimborsi e condizioni di copertura più restrittive. La grandinata che ha colpito oggi una vasta area della provincia di Brescia riporta in primo piano proprio questo problema, che non riguarda soltanto i danni immediati ad auto, abitazioni, aziende e coltivazioni. 

A spiegarlo è Massimiliano Durini, presidente provinciale Sna, il Sindacato nazionale agenti di assicurazione, che nelle ore successive alla grandinata ha ricevuto segnalazioni da numerosi Comuni della provincia. «Sono eventi magari circoscritti geograficamente, ma in grado di colpire contemporaneamente moltissime persone e di provocare danni molto consistenti», osserva Durini. Proprio l'aumento della frequenza e dell'entità dei risarcimenti ha spinto le compagnie ad adeguare le condizioni delle polizze.

Premi e franchigie

«I rimedi sono soprattutto di natura economica e riguardano la tipologia delle coperture», spiega Durini, che aggiunge: «Sono aumentati sia i premi sia le franchigie». In termini concreti, significa che una franchigia che in passato poteva essere di 500 euro può arrivare oggi a 1.000 euro, lasciando quindi una quota maggiore del danno a carico dell'assicurato. Allo stesso tempo, il costo della garanzia contro grandine ed eventi naturali può crescere sensibilmente.

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Grandine, lunga coda al centro di riparazione cristalli

Il fenomeno è particolarmente evidente nel settore auto. La copertura per grandine ed eventi atmosferici non rientra infatti nell'Rc obbligatoria, ma è una garanzia aggiuntiva che le compagnie possono modulare liberamente. «Alcune non assicurano contro la grandine veicoli che hanno più di quattro, cinque o sei anni», spiega Durini. «Altre li assicurano ma a prezzi molto elevati. In alcuni casi ci sono limiti al risarcimento, ad esempio fino a 1.500 euro, mentre altre compagnie, magari online, possono non offrire affatto questa copertura».

Un mercato, quindi, in cui diventa sempre più importante leggere con attenzione condizioni, esclusioni, franchigie e massimali. Perché il rischio è quello di credersi assicurati per un determinato evento e scoprire soltanto dopo il danno che la protezione era parziale.

Le abitazioni

Anche per le abitazioni la sensibilità dei proprietari è cresciuta. A contribuire sono stati sia l'aumento degli eventi meteorologici intensi sia la trasformazione del patrimonio immobiliare, soprattutto dopo gli interventi legati al Superbonus 110%, che hanno portato alla diffusione di impianti fotovoltaici e altri elementi tecnologici dal valore significativo. «Chi era meno sensibile al tema assicurativo lo sta diventando», osserva Durini. «Il costo di questi beni e la frequenza degli eventi impongono una maggiore attenzione».

A incidere sul prezzo è anche il luogo in cui si trova l'immobile. Le compagnie effettuano ormai analisi territoriali molto dettagliate e lo stesso rischio può avere costi differenti anche all'interno della stessa provincia. Secondo Durini, una casa con determinate caratteristiche può avere un premio più basso in una zona dove il rischio grandine è statisticamente inferiore rispetto a un'altra maggiormente esposta.

Cambiano i numeri

Per il settore assicurativo, il vero problema non è soltanto la violenza del singolo episodio, ma il numero di assicurati coinvolti nello stesso momento. Quando un evento colpisce migliaia di auto e abitazioni in poche ore, l'esborso complessivo per le compagnie cresce rapidamente e può mettere sotto pressione un'intera tipologia di copertura.

Nel Bresciano, sottolinea Durini, episodi particolarmente intensi si sono già verificati più volte nel corso dell'anno. E proprio da ciò dipenderanno le prossime mosse delle compagnie. Dopo un 2025 relativamente più tranquillo, il settore aveva intravisto la possibilità di condizioni più favorevoli. Le nuove grandinate potrebbero però cambiare nuovamente lo scenario.

«Bisognerà capire se l'aumento dei premi e delle franchigie già applicato sarà sufficiente a sostenere i risarcimenti», conclude Durini. «Se così sarà, le condizioni potranno restare relativamente stabili. Se invece i danni saranno superiori alle attese, è possibile che le compagnie intervengano ancora. Probabilmente avremo un quadro più chiaro verso la fine dell'anno o nei primi mesi del prossimo».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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