Cronaca

I giudici civili: «Trend sempre positivo negli ultimi cinque anni»

Il presidente Raffaele Del Porto replica agli avvocati d’impresa: «Su commercio, industria, società costante miglioramento»
Paolo Bertoli

Paolo Bertoli

Giornalista

Il tribunale di Brescia lavora costantemente per smaltire gli arretrati
Il tribunale di Brescia lavora costantemente per smaltire gli arretrati

Risponde per tranquillizzare e per spiegare. Ma soprattutto per difendere il tanto lavoro svolto e gli innegabili progressi fatti.

Raffaele Del Porto, presidente di sezione e coordinatore delle sezioni civili, manda un messaggio chiaro all’Associazione Italiana Avvocati d’Impresa che in una nota diffusa nei giorni scorsi affermava che «Brescia evidenzia un peggioramento negli anni più recenti fino a scendere sotto la soglia dell’unità. Questo andamento segnala un sistema che, pur smaltendo l’arretrato accumulato nel passato, fatica sempre di più a tenere il passo con i nuovi procedimenti».

Il presidente Raffaele Del Porto
Il presidente Raffaele Del Porto

Il dato

Il tema è quello della «clearance rate» cioè del rapporto tra il numero di fascicoli sopraggiunti in relazione a quelli definiti: il valore uno indica il pareggio, un valore superiore stabilisce che sono più le pratiche definite di quelle arrivate e un numero sotto uno il contrario.

«Sono dati diversi da quelli che abbiamo noi e condizionati da un cambio di sistema che c’è stato nel 2021 e che ancora impedisce, dall’esterno, una intelligibilità complessiva dei numeri. Ma voglio rassicurare gli avvocati di impresa - chiarisce Del Porto - per i temi che riguardano industria, società e commercio, in tutte le sezioni, da almeno cinque anni abbiamo un saldo positivo tra il 15 e il 20%. Per citare i numeri specifici di queste materie posso dire che, tra luglio 2024 e giugno 2025, ultimi dati certificati disponibili, i prossimi arriveranno a settembre, Brescia ha definito 3.453 fascicoli a fronte dei 2.892 che sono sopraggiunti».

La situazione difficile, come ha anticipato al nostro Giornale la presidente della Corte d’Appello Giovanna Di Rosa, riguarda le richieste di cittadinanza e di protezione internazionale.

Cittadinanza e protezione internazionale

«La specifica sezione che si occupa di questi temi, la Settima, è letteralmente sommersa. E lì effettivamente il clearance rate è circa 0,5. Per avere una idea delle proporzioni, tra il 2024 e il 2025 parliamo di 6.664 pratiche ricevute e 3.542 definite - prosegue il presidente -. La prima ondata di pratiche è arrivata quando migliaia di sudamericani che hanno avuto avi italiani, gente partita dalle nostre zone anche a metà dell’800, hanno chiesto la cittadinanza italiana per avere un passaporto comunitario. Dal 2025 la norma è stata modificata ed è necessario rintracciare un avo entro due generazioni: questo ha ridotto moltissimo i numeri. Il resto sono stranieri che hanno fatto ricorso contro il rigetto, da parte della Commissione provinciale, della richiesta di protezione internazionale. Situazioni che devono essere vagliate caso per caso».

Tornando alla lettura dei numeri, il presidente Del Porto spiega che «nel 2021 sono cambiati i codici dei procedimenti ma stiamo ancora definendo alcune cause, che hanno avuto istruttorie molto lunghe e complesse, che sono anche antecedenti. Situazioni che vengono comunque definite ma che non risultano dal nuovo portale e che quindi sbilanciano il rapporto. In linea di massima posso dire che negli ultimi anni, da dopo la Pandemia, abbiamo assistito ad un calo delle cause presentate a cui si contrappone un aumento del numero di pratiche definite dai nostri uffici, grazie a tutte le soluzioni organizzative che via via sono state trovate e messe in pratica».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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