Cronaca

Giustizia civile, sui tempi «pesano le richieste di cittadinanza»

Giovanna Di Rosa, presidente della Corte d’Appello di Brescia: «Non si tratta solo di numeri giganteschi, ma anche di pratiche che devono essere gestite in tempi assolutamente rapidi»
Paolo Bertoli

Paolo Bertoli

Giornalista

Giovanna Di Rosa, presidente della Corte d'Appello di Brescia
Giovanna Di Rosa, presidente della Corte d'Appello di Brescia

Giovanna Di Rosa, magistrato di lungo corso, già presidente del Tribunale di Sorveglianza di Milano, dal gennaio 2025 è presidente della Corte di Appello di Brescia.

Presidente, gli avvocati di impresa rilevano che negli ultimi anni, la sezione Civile del Tribunale di Brescia ha rallentato il ritmo con cui smaltisce gli arretrati. È una valutazione che condividete? Avete capito da cosa è dipeso?

«Si tratta di una situazione che vediamo anche noi da qualche tempo e per la quale abbiamo già adottato dei provvedimenti organizzativi che possano farvi fronte. Il rallentamento è principalmente dovuto alle richieste di protezione internazionale e alle domande di cittadinanza che dobbiamo vagliare. Non si tratta solo di numeri giganteschi ma anche di pratiche che devono essere gestite in tempi assolutamente rapidi».

Cosa avete fatto concretamente?

«Un aiuto molto importante è arrivato dalla stabilizzazione del personale precario arrivata alla fine di giugno e abbiamo poi destinato rivisto gli organici di alcuni uffici per poter rispondere in modo tempestivo. Stiamo già raccogliendo i primi risultati e abbiamo visto un progressivo miglioramento della situazione. Purtroppo non sono ancora sufficienti ma stiamo approfondendo il tema per trovare ulteriori possibili soluzioni».

Di cosa avrebbe bisogno il tribunale di Brescia?

«C’è un tema di organici e un tema di spazi. Il primo sconta l’atavico sottodimensionamento delle piante per il nostro distretto. Fin dal Regno d’Italia sono previsti meno magistrati e meno amministrativi di quelli che servirebbero. E comunque moltissimi di questi, già pochi, posti restano vacanti. Tra il personale amministrativo arriviamo ad una scopertura del 40%. Un importante contributo arriverebbe dagli assistenti ai magistrati che potrebbero svolgere molto del lavoro di cancelleria. Per quello che riguarda gli spazi invece già dal 2021 è stato deliberato il progetto per la realizzazione di una nuova palazzina sul lato est del Tribunale ma i lavori non sono ancora partiti».

Oltre alla cittadinanza e alla protezione internazionale, quali sono i temi più caldi per la giustizia civile bresciana?

«Un tema che non entra nelle statistiche ma che assorbe tempo, energie e personale è quello che riguarda le pratiche per il nuovo codice d’impresa. In questo specifico campo poi il tempismo è fondamentale perché si lavora per salvare le azienda e i provvedimenti, se sono rapidi, possono fare la differenza tra riuscire a garantire la continuità o fallire».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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