Pacchi con migliaia di Gratta e Vinci usati e perdenti abbandonati a terra per mostrare alle persone l’enorme quantità di denaro speso nel gioco d’azzardo. È uno dei flash mob promossi nell’ambito del Festival «Tutti in gioco». Ne abbiamo parlato con la psicologa dirigente della Promozione alla salute di Ats, Laura Ferrari.
Quali sono le dimensioni del fenomeno?
Nel 2025 tra Brescia e provincia sono stati puntati 3,2 miliardi di euro e le perdite sono state di 460 milioni. I biglietti usati che mostriamo nei comuni servono a incuriosire e a parlare della problematica del gioco d’azzardo e dei rischi. Al dato fisico va oggi accostato anche quello del gioco on-line che sette anni fa riguardava il 33% delle giocate e che oggi è quasi raddoppiato al 61%. E si tratta di un gioco più pervasivo perché avviene lontano dagli occhi delle altre persone, in una dimensione più intima e difficile da intercettare.

Quando una persona si può render conto della dimensione patologica del suo giocare?
Quando alza la tolleranza della gratificazione che si riceve, quando si ha bisogno di far più giocate per esser soddisfatti; quando il gioco diventa un pensiero costante e ricorrente e quando provoca disfunzionalità nella vita quotidiana, negli affetti, sul lavoro, per il valore speso.
Quante sono le persone prese in carico per la patologia da gioco d’azzardo?
Ats con una fitta rete di partner è passata dai 371 del 2024 ai 426 del 2025 e nei primi sei mesi del 2026 siamo arrivati già a 300. Per noi è un dato positivo, significa che la sensibilizzazione funziona, ma di certo si tratta di un numero contenuto rispetto alla spesa che si registra. Dietro questi dati si nascondono anche problemi di riciclaggio e di criminalità organizzata. Chi si indebita per il gioco a volte finisce nelle mani degli usurai. È anche per questo che Ats coinvolge nella stesura del Piano di contrasto al gioco d’azzardo patologico anche la Guardia di finanza e la Polizia locale sul tema della legalità e della sicurezza.
A chi si può rivolgere il giocatore patologico per cercare di uscirne?
Può prendere appuntamento via mail scrivendo a progetto.gap@asst-spedalicivili.it o telefonando ai numeri 030.33335336 o 030.3333546.



