Dal podio nazionale dell’azzardo online a valori scesi sotto la media, senza che il Comune riesca a spiegarsi né l’impennata né il crollo. È la traiettoria di Moniga fotografata da «Non così piccoli 3», il rapporto promosso da Fondazione Isscon, Federconsumatori e Cgil che esamina il gioco nei 3.146 centri italiani tra 2mila e 10mila abitanti.
Nell’edizione 2024 il paese occupava il terzo posto della graduatoria nazionale, a portarlo tanto in alto era stata la raccolta online del 2023, cioè il volume complessivo delle giocate, pari a 22,9 milioni di euro. Il dato arrivava al termine di una crescita costante: 7,8 milioni nel 2019, 8,4 nel 2020, 10,6 nel 2021 e 13,5 nel 2022. Poi l’inversione, altrettanto vistosa: 12,4 milioni nel 2024 e 3,37 milioni nel 2025. In due anni la raccolta si è ridotta di oltre l’85%.
Il rapporto attribuisce a Moniga 2.682 residenti al primo gennaio 2026. L’ultimo dato equivale a una giocata media di 1.666 euro per abitante tra 18 e 74 anni, contro i 2.365 euro della media nazionale e i 2.066 rilevati nei piccoli Comuni. Moniga non compare più ai vertici, ma il passaggio dalle stelle statistiche a valori inferiori alla media resta difficile da decifrare.
Il sindaco Renato Marcoli tiene la linea: il dato aveva sorpreso l’Amministrazione comunale all’ingresso in classifica e pari sorpresa accompagna ora la discesa. Il Comune, spiega, «non ha avviato iniziative specifiche e non dispone di elementi per attribuire il calo a un cambiamento collettivo nelle abitudini dei residenti».
Lo stesso studio avverte che, nelle realtà con pochi abitanti, uno o pochissimi grandi giocatori possono alterare in modo decisivo la media pro capite. Una precisazione che non liquida il fenomeno: secondo gli autori, davanti a volumi tanto anomali andrebbe comunque verificata la provenienza del denaro. Il sindaco Marcoli affida allora all’ironia l’unica ipotesi forse possibile: «Forse quel giocatore si è semplicemente trasferito a Polaveno, oggi in testa alla classifica».



