Il 16 agosto Ghedi festeggia San Rocco, patrono e protettore. Si comincia la sera di sabato 15 con la processione che porta la statua del santo dalla parrocchiale al santuario. Domenica, dalle 15 alle 23 in viale della Rimembranza, tocca alla Sagra organizzata dalla Pro loco. Festa semplice ma bella, molto sentita dai fedeli. Con un tarlo che rosica: siamo sicuri che il patrono vada celebrato il 16 agosto e non il 4 ottobre?
Due santi amati
Dubbio legittimo, perché alcuni documenti dell’archivio parrocchiale lasciano intendere che il patrono di Ghedi non sia San Rocco, ma San Francesco. Sarebbe dunque il poverello di Assisi, del quale in questo 2026 ricorrono gli ottocento anni dalla morte, il santo a cui è «affidato» il paese, come peraltro lo è l’Italia intera. Un «gigante» della cristianità, venerato in tutto il mondo. Certo anche San Rocco, attivo tra la Francia e l’Italia nel XIV secolo, è caro ai fedeli di moltissime città: è il protettore contro la peste, pellegrino che curava i malati, simbolo della carità cristiana. Qui, però, non si tratta di stabilire se sia meglio essere devoti all’uno o all’altro. C’è da decidere chi è il protettore di Ghedi.
Tre indizi
Dice Giorgio Tortelli, che da tempo sta facendo ricerche nell’archivio parrocchiale: «Ovviamente non c’è un documento ufficiale di attribuzione della qualifica di patrono, bisogna affidarsi alla tradizione e a tre indizi. Primo: nel 1880 la statua di San Francesco viene portata dalla chiesa di Santa Lucia alla parrocchiale. In quell’occasione la fabbriceria scrive al sindaco Baronchelli facendo esplicito riferimento alla “statua del nostro patrono”. Chiarissimo».
Secondo indizio: «Nel 1926 monsignor Mensi avvisa il sindaco che saranno portate in processione le statue di San Rocco e del "copatrono" San Francesco». Dunque, quello che nel 1880 era il patrono, 46 anni dopo era diventato copatrono: o san Rocco aveva acquisito prestigio oppure san Francesco l’aveva perso. Forse tutte e due le cose insieme. Secondo Tortelli (terzo indizio) un’indicazione potrebbe arrivare da un ex voto del santuario di San Rocco: «Ritrae la Vergine che, in mezzo ai due santi, con la mano sinistra indica San Francesco».
Nell’incertezza, il parroco don Lucio Sala se la cava con una battuta: «Melius abundare quam deficere. Se risulterà che i patroni sono due, li celebreremo entrambi». Tra l’altro, quest’anno il 4 ottobre torna a essere giorno di festa (nazionale). Coincidenza o segno del destino?



