I soliloqui di Andrea Sempio intercettati, l’odio rimarcato nel capo di incolpazione, ma anche le prospettive giudiziarie di uno dei casi più lunghi, intricati e clamorosi della storia italiana. Sono tante le ramificazioni del caso Garlasco che ruota intorno all’omicidio di Chiara Poggi avvenuto il 13 agosto 2007 in provincia di Pavia.
A partire, appunto, dalla dinamica che emerge dalle nuove indagini: Chiara viene aggredita dal suo assassino proprio all'ingresso dopo essere stata colpita prima a mani nude e poi con un colpo contundente, forse un martello in qualcosa di simile. E poi ecco il particolare più crudo ma anche quello più nuovo: «Chiara viene fatta scivolare dalle scale, l'assassino scende e la finisce con 4 o 5 colpi».
Nella puntata di Messi a Fuoco di venerdì su Teletutto, condotta da Andrea Cittadini, i riflettori sono stati puntati anche e soprattutto sull’aspetto psicologico. Su quei soliloqui di Sempio, sull’aggravante dell’odio, della crudeltà e dei motivi abbietti che vengono messi nero su bianco dalla procura di Pavia.
Gli esperti
«L’odio non è un sentimento impulsivo, è qualcosa che si sedimenta nel tempo – spiega lo psicoterapeuta Alberto Ghilardi –. Quanto scritto dagli inquirenti fa allora supporre che ci sia un pregresso dietro quell’azione, che ci siano dei motivi che abbiano fatto nascere quell’odio. L’evento specifico può essere uno stimolatore».
Tra le novità sul caso ci sono anche le analisi sui pc dell’epoca. A tal proposito il consulente informatico Michele Vitiello spiega: «Le copie erano state fatte già all’epoca, è stato possibile lavorare su quelle copie con nuovi strumenti e con nuovi software, ma soprattutto grazie ad informazioni che sono state rese pubbliche da aziende come Microsoft. Quindi il dato c'era anche in passato solo che non sapevamo come leggerlo».
Ancora tanti i dubbi, sui risvolti giudiziari. «Credo che in questo momento vi siano degli elementi – precisa l’avvocato Massimiliano Battagliola –, però per poter fondare una richiesta di revisione occorrerà individuare prove che siano davvero nuove e che non erano state prese in considerazione ma che vengono rilette alla luce di strumenti e consulenze».
A Brescia
Il caso Garlasco passerà anche da Brescia con un pezzo dell’inchiesta sull’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti, indagato per corruzione.
Secondo gli inquirenti avrebbe incassato del denaro dalla famiglia Sempio per agevolare l’archiviazione della prima inchiesta. Proprio in settimana è attesa l’informativa finale degli inquirenti.



