La mattina del 13 agosto 2007 Sempio va nella villetta di via Pascoli, a Garlasco, per avere un approccio sessuale con Chiara Poggi, sapendo che lei era da sola: l'omicidio non era premeditato e si verifica dopo il rifiuto di lei.
È la tesi dei carabinieri, descritta nelle conclusioni dell'informativa, un documento di 308 pagine, dal quale emergono due possibili fasce orarie per l'omicidio. Una prima in cui il delitto sarebbe stato commesso tra le 9.12 (orario del disinserimento dell'allarme per fare uscire i gatti) e le 9.58, che è l'orario in cui Sempio prova a fare una telefonata all'amico Capra. E una seconda in cui l'omicidio potrebbe essere stato commesso tra le 9.58 e le 11.25, momento in cui Sempio viene chiamato dai genitori.
Entrambe le fasce orarie, secondo le analisi, sono compatibili con la digestione del contenuto gastrico della vittima. Stando alla ricostruzione degli investigatori, Sempio – all'epoca 19enne – aggredisce Chiara inizialmente colpendola a mani nude, infierendo poi con uno strumento preso sul posto (forse un martello, compatibile con l'arnese mancante che poi i Poggi segnaleranno agli inquirenti).
La dinamica
C'è stata un'estenuante difesa della vittima, anche dimenandosi quando viene afferrata per le caviglie, scrivono i carabinieri. Tanto che su due unghie di ciascuna mano di Chiara viene rinvenuto il dna dell'aggressore, compatibile con quello di Sempio.
La descrizione della dinamica prosegue: il 19enne, dopo aver colpito la vittima sulle scale di accesso alla taverna, si ripulisce parzialmente tornando nel vano scale e poggiando il palmo della mano bagnata sulla parete: è così che si genera la ‘traccia 33’ . Per ripulirsi si è servito del lavabo della cucina e forse è andato in bagno solo per specchiarsi, per capire quanto fosse sporco di sangue. I passi evidenziati dall'assassino si fermano però in cucina, prima del tappetino davanti al lavello, mai analizzato. L'assassino aveva la taglia 42 di scarpe, marca Frau, compatibili con la taglia di Sempio (42-43) e mai state trovate in possesso di Alberto Stasi.
Gli investigatori ipotizzano che dopo il delitto Sempio sia andato a casa della nonna in via Canova 9, distante circa 400 metri da casa Poggi e raggiungibile, all'epoca, percorrendo la strada dietro alla villetta. Lì si sarebbe pulito prima di fare rientro in via Rossini dai genitori. Giunto a casa, Sempio non pranza dicendo di sentirsi sazio per aver bevuto troppa acqua e poi torna sul luogo del delitto sia da solo che assieme al padre.
A cinque giorni dall'episodio viene sentito come persona informata sui fatti per le tre telefonate verso casa Poggi tra il 7 e 8 agosto 2007, giustificandosi di averle fatte per cercare l'amico Marco Poggi, fratello di Chiara. Successivamente Sempio – secondo i militari – si è procurato un alibi falso, mostrando uno scontrino del parcheggio di piazza Sant'Ambrogio a Vigevano e risalente alla mattina del 13 agosto, gelosamente conservato anche dopo la sopraggiunta condanna di Stasi.
Ma ci sono delle discordanze, visto che la famiglia ha sostenuto che quella mattina fino alle 10 Andrea era a casa con il padre. Sempio ha riferito di aver aspettato la madre per poter poi utilizzare la sua auto, ma il padre – in alcuni suoi scritti – ha appuntato che quella mattina suo figlio «era a piedi».
Un anno dopo l'omicidio, Sempio viene indicato come uno degli amici di Marco Poggi arrivato alla villetta Poggi in bicicletta. Ma l'uso da parte di Sempio di una bicicletta nera è un dato che all'epoca non venne mai affrontato poiché non furono mai fatte indagini su di lui e sugli altri amici di Marco Poggi.



