Cronaca

Gardone Valtrompia, intossicazione da salmonella a scuola: 10 ricoverati

Si tratta di bambini portati in ospedale. In tutto sono ventotto i casi segnalati ufficialmente ad Ats, ma secondo i genitori i numeri sono più alti
Barbara Fenotti
Le indagini si concentrano sul pasto del venerdì: il primo era una pasta al pomodoro
Le indagini si concentrano sul pasto del venerdì: il primo era una pasta al pomodoro

Ventotto casi ufficialmente segnalati tra bambini e adulti. Tra questi dieci bambini sono ricoverati in ospedale, in condizioni stabili o in miglioramento. Sono i numeri comunicati da Ats Brescia sul focolaio di «tossinfezione alimentare» che ha interessato alcuni nidi, scuole dell’infanzia e primarie della Valtrompia.

Il Comune di Gardone Val Trompia parla esplicitamente di gastroenteriti «dovute ad infezione da Salmonella», dunque di salmonellosi, mentre Ats nel comunicato diffuso ieri non indica ancora l’agente responsabile e prosegue gli accertamenti. Il dato dei 28 casi fotografa la situazione alle 16 di oggi e comprende esclusivamente quelli notificati da un medico. La stessa Agenzia sta conducendo le indagini epidemiologiche per individuarne altri non ancora segnalati.

I sintomi

I sintomi sono comparsi tra l’11 e il 13 settembre. Il quadro è più ampio rispetto alle prime informazioni emerse nel fine settimana, quando a Gardone si parlava di una quindicina di persone coinvolte, comprese due maestre. Oggi numerose famiglie hanno contattato il Giornale di Brescia, raccontando di figli visitati dai pediatri, portati al Pronto soccorso o ricoverati.

Tra i genitori circolano stime che arrivano perfino a 150 persone, ma il numero non trova al momento conferma ufficiale: le notifiche restano 28 e Ats sta cercando eventuali ulteriori casi.

Le indagini

Parallelamente si indaga sull’origine del focolaio. Sono in corso accertamenti ispettivi e analisi di laboratorio nel centro di cottura unico dove sono stati preparati i pasti distribuiti nelle scuole interessate. Il Comune precisa che le verifiche nel centro di Inzino sono condotte da Ats e Nas.

L’attenzione è concentrata sul pasto servito venerdì: stando a quanto raccontano le famiglie, il menù comprendeva pasta al pomodoro con basilico e mozzarella, bastoncini di pesce e un contorno di patate, carote e piselli. Non è ancora noto quale alimento possa aver provocato la contaminazione e nessuno degli ingredienti può essere indicato come responsabile.

Le parole dei genitori

«Mia figlia ha nove mesi, siamo stati dal pediatra e dobbiamo fare la coprocoltura – racconta una mamma –. Non ha febbre, ma continua ad avere mal di pancia e dissenteria». Altre famiglie riferiscono di bambini con forte disidratazione e, nei casi più seri, sangue nelle feci. Un’altra madre racconta del figlio di cinque anni, rimasto per una giornata con febbre a 38,5 e dissenteria e ora ristabilito.

Le segnalazioni raccolte riguardano diverse strutture valtrumpline. A Gardone lunedì era stata sospesa cautelativamente la mensa e un gruppo di genitori ha intanto scritto al sindaco chiedendo chiarezza sul numero delle persone coinvolte, sulle strutture interessate e sugli esiti delle analisi. «Non ci interessa trovare un colpevole prima che siano terminati gli accertamenti – scrivono –. Ci interessa sapere cosa è successo ai nostri figli». Il Comune assicura che, qualora dalle verifiche sanitarie e amministrative emergessero negligenze, saranno attivate le procedure previste dalla legge.

Cosa è la salmonellosi

La salmonellosi è un’infezione provocata da batteri del genere Salmonella, generalmente trasmessi attraverso alimenti o acqua contaminati. I sintomi più comuni sono diarrea, dolori addominali, nausea, vomito e febbre e possono comparire da poche ore a qualche giorno dopo il contagio.

Nella maggior parte dei casi la malattia si risolve spontaneamente, ma particolare attenzione va riservata ai bambini piccoli, agli anziani e alle persone fragili. Diarrea e vomito possono infatti provocare una significativa perdita di liquidi e portare alla disidratazione. Nei casi più importanti può rendersi necessario il ricovero. Per individuare l’infezione possono essere effettuate analisi delle feci, mentre la terapia viene valutata dal medico in base alle condizioni del paziente. 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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