Gardone Val Trompia, all’ex Cromoplast si sblocca la bonifica della falda

Barbara Fenotti
Definito l’elenco delle imprese interessate ai lavori nell’area, restano però da chiarire tempi e modalità di intervento
Il palazzo comunale di Gardone - © www.giornaledibrescia.it
Il palazzo comunale di Gardone - © www.giornaledibrescia.it
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A Gardone si sblocca dopo oltre tre decenni uno dei dossier ambientali più complessi del territorio: la bonifica della falda contaminata da cromo esavalente nell’area ex Cromoplast, in via Matteotti. Il procedimento, fermo per anni tra passaggi amministrativi e nodi giuridici, ha registrato un’accelerazione nell’ultimo anno e ora entra nella fase operativa. Il 13 marzo scorso è stato infatti formalizzato l’elenco delle imprese che hanno manifestato interesse a eseguire i lavori, passaggio che apre alla gara e, quindi, al cantiere.

Nodi e ricorsi

La vicenda risale al 1991, quando uno sversamento accidentale di eluati diede origine alla contaminazione. Se la bonifica dei terreni si è conclusa nel 2011, il risanamento delle acque sotterranee è rimasto invece incompiuto, bloccato da un intreccio di responsabilità, ricorsi e cautele legali. Una situazione che ha di fatto congelato anche risorse regionali disponibili da tempo. «Il cambio di passo è arrivato con l’attuale Amministrazione comunale guidata da Giuliano Brunori, insediata nel giugno 2024 – spiegano dalla Giunta –.

Sul piano amministrativo uno degli snodi decisivi è stato il voto del Consiglio comunale nel giugno 2025 sull’apposizione dell’onere reale, misura che ha consentito di superare lo stallo procedurale, pur in presenza di perplessità sollevate dalle minoranze». A settembre è seguito il ricorso della proprietà, a cui il Comune ha scelto di opporsi proseguendo l’iter. Determinante anche il lavoro portato avanti dagli assessori Claudio Facchini (Ambiente) e Fabio Mutti (Lavori pubblici) insieme all’ufficio Ambiente, che ha seguito progettazione e coordinamento.

Parallelamente si è consolidata la collaborazione con la Regione, in particolare con l’assessorato all’Ambiente guidato da Giorgio Maione, che ha garantito copertura finanziaria e supporto tecnico, anche per l’aggiornamento dei costi. Il cronoprogramma ha poi segnato ulteriori passaggi: a febbraio 2026 la determina ha dato il via libera alla procedura di gara, poi, a marzo, la Centrale unica di committenza ha raccolto le manifestazioni di interesse delle aziende. L’intervento punta a contenere e neutralizzare la cosiddetta «bolla» di cromo esavalente evitando la migrazione della contaminazione verso valle.

Dopo una lunga fase di stallo il progetto entra dunque nella sua fase concreta. Restano ora da verificare tempi e modalità di esecuzione, elementi che saranno determinanti per valutare l’effettiva efficacia di un’operazione attesa da oltre trent’anni. «È una vittoria del territorio –  commenta l’amministrazione guidata da Giuliano Brunori –. Con questo cantiere il Comune restituisce sicurezza a una delle aree industriali più importanti della provincia, dimostrando che la volontà politica e la collaborazione istituzionale possono superare ogni ostacolo».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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