Qualcuno potrebbe dire che è imperscrutabilità. Per altri è più sensato parlare di confusione. Certamente è il caso di unire i puntini per comprendere quale figura ci troviamo ora davanti. Insomma, c’è da capire cos’è in questo momento Futuro nazionale, sia a livello nazionale che territoriale. Tra le rassicurazioni di Roberto Vannacci – che conferma le iscrizioni in crescita –, il calo nei sondaggi e più di qualche indiscrezione su un fuggi fuggi generale dal partito.
L’ascesa a livello nazionale dei futuristi era stata perfettamente emulata anche nel Bresciano. Poco più di due mesi fa parlavamo di circa 3.500 iscritti in poco più di 30 comitati: numeri che avevano certificato il successo di Vannacci tra città e provincia, ma che da allora sono rimasti pressoché identici. Parliamo comunque di una discreta quantità di persone, che hanno la necessità di essere governate, soprattutto in quella che possiamo indicare ancora come una fase embrionale di Futuro nazionale.
In estate si sentiva la necessità di un coordinatore provinciale, oggi ce ne sono addirittura due. A Oreste Ettori è stata affidata la guida dell'ovest bresciano, compresa la città, e a Massimo Ghilardi quella del nordest, un territorio che comprende le valli bresciane e il lago di Garda. Una ripartizione che potrebbe apparire sbilanciata se si fa un puro conteggio dei comuni (78 nell’ambito ovest e 127 in quello del nordest), ma che acquista senso se si guarda alla popolazione. Ettori è responsabile di un territorio in cui vivono poco più di 700mila persone, mentre nei Comuni coordinati da Ghilardi gli abitanti sono circa 560mila. C’è però poi da fare un’ulteriore sottolineatura: la maggior parte dei comitati si trova nell’est bresciano (soprattutto sul Garda) e Futuro nazionale e ben radicato tra la Valtrompia e la Valgobbia. Sono questi i fattori da tenere più in considerazione quando si parla di squilibrio.
Nel nordest
Dunque, due uomini differenti per due zone molto diverse tra loro. Ghilardi, 63 anni, è originario di Chiari e ha un lungo passato in Forza Italia, partito al quale era iscritto dal 1994 e che ha lasciato soltanto nelle scorse settimane. «Il primo obiettivo è radicarci sul territorio, aprire nuovi comitati e incontrare i cittadini – spiega –. L'intenzione del partito è quella di partecipare alle elezioni amministrative con un proprio candidato sindaco e una propria lista nei comuni sopra i 15mila abitanti. Al primo turno andremo certamente da soli: questa è una certezza». Una scelta impegnativa per una formazione appena nata, che guarda già ai Comuni chiamati al voto nel 2027, a cominciare da Desenzano. Il coordinatore rivendica però l'esperienza amministrativa di diversi nuovi aderenti: «Il partito diventerà forte non tanto se farà un ottimo risultato alle politiche, ma se sarà radicato nei territori, con propri amministratori, assessori, sindaci e consiglieri comunali».
A convincere Ghilardi ad abbandonare Forza Italia è stata soprattutto la distanza maturata rispetto alla linea nazionale del partito. «Non condivido più la linea politica, soprattutto quella nazionale. Forza Italia si è spostata troppo al centro, non vedo più l'innovazione di idee e di obiettivi che aveva Berlusconi». Respinge però l'etichetta di estrema destra attribuita al movimento di Vannacci, nel quale dice di riconoscere una proposta conservatrice legata all'identità nazionale, alla sicurezza e alla famiglia.
Ad ovest
Diversa la storia di Ettori, 45 anni, cresciuto politicamente tra Azione giovani e Alleanza nazionale. Dopo essersi allontanato dalla militanza attiva, ha deciso di rimettersi in gioco proprio con Futuro nazionale. «Io sono nato a destra e finirò a destra», afferma, richiamando le proprie radici nella destra sociale e l'attenzione ai temi dell'identità, delle comunità e delle tradizioni precisando di essere un «cristiano credente». Per Ettori la priorità è costruire una classe dirigente «credibile e spendibile sul territorio», privilegiando «la qualità» rispetto alla quantità degli aderenti.
Per Ettori, la priorità, adesso, è trasformare la crescita del movimento in una presenza stabile nei comuni. «Gli obiettivi di Futuro Nazionale sono costruire una classe dirigente che sia innanzitutto credibile e spendibile sul territorio», spiega Ettori, sottolineando la necessità di privilegiare la qualità rispetto alla quantità. Un lavoro che dovrà tradurre le parole d'ordine nazionali in proposte per le comunità locali, andando oltre il solo tema della sicurezza. «Noi sul territorio dobbiamo portare la tradizione, l'identità e quel senso di comunità che sta venendo meno per vari motivi».
Quanto alle possibili alleanze in vista delle prossime amministrative, non chiude la porta alle altre forze politiche: «Siamo disponibili al confronto, attendiamo che, se c'è la necessità, qualcuno dialoghi con noi». L'obiettivo, aggiunge, è fare in modo che il lavoro e le risorse messi a disposizione dagli attivisti si traducano in una rappresentanza «concreta, dignitosa e credibile».
Collaborazione
Quanto ai rapporti tra i due coordinatori, entrambi assicurano di voler lavorare in piena sintonia, pur con qualche diversa sfumatura nel giudizio sulla nuova organizzazione. «Il rapporto che ho con Ettori è ottimo», afferma Ghilardi, secondo il quale la divisione della provincia è stata una scelta «ponderata e ragionata» del coordinatore regionale. «Siamo molto sintonizzati, ci sentiamo tutti i giorni, stiamo facendo lo stesso percorso», aggiunge, ricordando che prima delle nomine i comitati avevano attraversato una fase di «un po' di anarchia», nella quale ciascuno si muoveva autonomamente. Più prudente Ettori, che definisce «fondamentale» la collaborazione con Ghilardi, ma richiama anche il funzionamento gerarchico del partito: le decisioni prese dai vertici, osserva, possono essere «condivisibili» oppure no, perché rispondono a considerazioni che non sempre sono note ai responsabili territoriali. E ammette che «ci sono purtroppo sul territorio alcuni attriti e alcune frizioni», che i nuovi coordinatori dovranno cercare di superare per convogliare le energie dei comitati verso obiettivi comuni.
Mal di pancia
Dietro la nascita dei due coordinamenti, tuttavia, il clima non sarebbe stato sempre disteso. La scelta dei responsabili provinciali e una prima proposta di ripartizione del territorio hanno infatti provocato malumori tra i membri dei comitati, alcuni dei quali attivi da mesi prima delle nomine. A provocare un po’ di perplessità è stata la scelta di Ghilardi, molto vicino al coordinatore regionale Luca Ferrazzi. In tanti si sono chiesti il perché di questa nomina, soprattutto considerando che il suo approdo a Futuro nazionale soltanto nelle ultime settimane, dopo oltre trent'anni in Forza Italia. Da qui la scelta di suddividere il territorio in due e affidare un ambito anche a Ettori: una soluzione di compromesso per contenere le tensioni. Un malcontento che starebbe spingendo alcuni militanti a valutare un ritorno alla Lega o un avvicinamento all'area di Marco Rizzo.




