Di piccole dimensioni, ma dal grande valore economico – per alcuni marchi si parla di centinaia di euro al paio –: montature e occhiali sono facili da sottrarre in grandi quantità e altrettanto semplici da trasportare e rivendere.
La destinazione? Il mercato estero, le piattaforme di e-commerce e, ma come ultima spiaggia, i mercatini dell'usato: parafrasando il proverbio, le vie della ricettazione degli occhiali rubati possono essere infinite, rendendo questi prodotti particolarmente appetibili ai predatori.
Basta fare i conti
Il furto all'Off Ottica di Corte Franca, nella notte tra domenica 30 e lunedì 31 agosto, ha fruttato circa 27mila euro. Sfiora invece i 60mila euro il valore della merce portata via in un altro colpo messo a segno a fine luglio all'Ottica Lux di Rezzato. Dai negozi sono state razziate decine, anzi centinaia, di montature e occhiali da sole e da vista, di diverse marche, modelli e fasce di prezzo.
Mercati dell’Est Europa
La filiera criminale punta prima di tutto ai mercati dell'Est Europa, dove la richiesta è elevata e i controlli sono meno serrati rispetto all'Italia: non tutti gli occhiali sono dotati di un numero seriale individuale e risalire alla provenienza del singolo pezzo diventa difficile, se non impossibile.
Qui i prodotti rubati vengono acquistati da grossisti e successivamente rimessi in vendita a prezzi inferiori e competitivi. Non si può escludere però che alcuni prodotti possano essere immessi nuovamente sul mercato italiano attraverso rivenditori e ottici compiacenti, che ogni tanto si «dimenticano» lo scontrino.
Piattaforme digitali e mercatini
Nell’era digitale, tra i circuiti della ricettazione e della rivendita non mancano le piattaforme online. Marketplace, e-bay, Vinted, siti di e-commerce e piattaforme dedicate alla compravendita dell'usato offrono una platea potenzialmente molto ampia di acquirenti. Qui la caccia all'affare può diventare un ulteriore elemento di attrazione, ma oggi i ricettatori devono fare i conti non solo con il prezzo proposto, ma anche con un'utenza sempre più attenta alla provenienza del prodotto e consapevole dei propri acquisti. Più complesso, invece, potrebbe essere collocare determinati i prodotti attraverso mercatini e bancarelle dell'usato dove il target economico (e di conseguenza il prezzo imponibile e il successivo profitto) è per forza di cose più basso.
Non solo occhiali
Il fenomeno non riguarda soltanto il settore dell'ottica. Lo stesso meccanismo può interessare i prodotti hi-tech – cellulari, computer, tablet e altri dispositivi elettronici – che condividono alcune caratteristiche: sono relativamente piccoli, facilmente trasportabili e hanno una domanda costante.


