I gioielli sottratti dalle abitazioni private sarebbero stati rivenduti ai compro oro, anche con l'aiuto delle mogli. Emergono nuovi dettagli sull'inchiesta che coinvolge due carabinieri della Compagnia di Desenzano, indagati per una serie di furti che sarebbero stati commessi durante il servizio.
Secondo quanto ricostruito, i due militari, entrambi con il grado di carabiniere semplice, avrebbero approfittato dei sopralluoghi nelle case per impossessarsi di oggetti preziosi. La refurtiva sarebbe poi stata rivenduta attraverso i negozi specializzati nell'acquisto di oro usato, con la collaborazione delle rispettive mogli.
Le indagini
Una ventina gli episodi contestati ai due carabinieri, che nei giorni scorsi sono stati sottoposti a perquisizione su disposizione del pubblico ministero Claudia Moregola, titolare dell'inchiesta coordinata dalla Procura di Brescia.
Le indagini sono partite dagli accertamenti condotti dagli stessi colleghi dei due militari, che nel frattempo sono stati sospesi dall'Arma.
Resta ora da chiarire l'esatto ruolo delle mogli nella presunta vendita dei preziosi e da ricostruire la destinazione della refurtiva. Le responsabilità delle persone coinvolte sono ancora oggetto di accertamento.




