Cronaca

Dalle corti alle cantine, la Franciacorta raccontata attraverso la musica

Da Arturo Benedetti Michelangeli alle bande centenarie e ai canti della vendemmia: il legame tra il territorio e la sua tradizione musicale
Ogni paese ha la sua banda
Ogni paese ha la sua banda

La Franciacorta custodisce una tradizione musicale antica e raffinata, fortemente legata alle sue dimore storiche, alle corti monastiche e al paesaggio collinare. L’identità acustica di questa terra non si esprime attraverso grandi arene o stadi moderni, ma si sviluppa da sempre lungo due binari precisi e paralleli: la grande musica classica e operistica eseguita in contesti architettonici di pregio e la musica popolare legata a doppio filo alla cultura contadina.

Rassegne come il Festival Onde Musicali o gli eventi legati al Festival di Franciacorta portano regolarmente quartetti d’archi, solisti jazz e interpreti di musica classica a esibirsi direttamente nelle corti delle cantine vinicole e nei giardini di palazzi storici, ma altrettanto rilevante è la musica nei luoghi dello spirito come monasteri e antiche abbazie. Il legame tra questa fetta di territorio bresciano e la musica classica d’eccellenza è indissolubile grazie al nome di Arturo Benedetti Michelangeli, uno dei più grandi pianisti del Novecento.

Originario di Brescia, il Maestro visse e insegnò a lungo proprio in Franciacorta, nel suggestivo borgo di Bornato, frazione di Cazzago San Martino. La sua presenza ha lasciato un’impronta profonda e indelebile, trasformando idealmente queste colline in un rifugio per il virtuosismo e lo studio pianistico millimetrico, attirando studenti da tutto il mondo e gettando i semi per successivi festival internazionali.

E poi c’è la musica vissuta come elemento cardine di aggregazione sociale e identità locale. Quasi ogni comune, da Gussago a Passirano, passando per Rovato e Cazzago, vanta una banda musicale cittadina con una storia centenaria alle spalle.

Infine, sebbene oggi sia una consuetudine quasi del tutto scomparsa, la cultura contadina franciacortina era ricca di canti popolari legati alla fatica del lavoro nei campi, alla gioiosa raccolta dell’uva durante la vendemmia e alla successiva convivialità delle storiche osterie, dove la musica diventava sinonimo di condivisione autentica.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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