Impossibile non notarli: alla base del Celtis Australis che svetta sul fianco della facciata della Pieve di San Pancrazio sono ben visibili dei fori. Tanto regolari da far pensare ad un trapano.
La denuncia
A segnalare pubblicamente la «tristissima scoperta» è stato il sindaco Marco Togni che chiede a chi sa qualcosa di farsi avanti per poter individuare il responsabile. Intanto il primo cittadino ha annunciato che sporgerà denuncia contro ignoti.
La scoperta
«Il nostro agronomo ha escluso che siano fori del tarlo asiatico. Ora vedrà se è possibile salvare la pianta» dice Togni definendo «indegno» e «vile» l’atto di «far morire volutamente una pianta storica». Per il sindaco, infatti, non c’è grande spazio per i dubbi: «Gli uffici, in uno dei controlli di routine, mercoledì, hanno controllato la pianta perché sembrava sofferente – ha riportato il sindaco –. E purtroppo non è a causa del caldo o della mancanza d’acqua».

Le cause
Perché infierire su una pianta storica? Pare che non tutti concordino con la presenza della pianta: «So che in paese più persone negli ultimi anni mi hanno fatto notare – prosegue Togni – che sarebbe stato opportuno tagliare la pianta per far risplendere e rendere maggiormente visibile tutta la facciata della Pieve, soprattutto da lontano. Anche un consigliere comunale di minoranza, qualche tempo fa, mi ha formalizzato verbalmente tale richiesta. A tutti ho sempre risposto che quelle piante non possono essere toccate senza autorizzazione della Soprintendenza e io mai avrei tagliato una pianta senza autorizzazione. Il rischio è una denuncia penale».
E aggiunge: «Qualcuno ha fatto di testa sua, probabilmente nel cuore della notte di qualche tempo fa. I fori sono vecchi: la segatura non c’è più».
Impossibile, quindi, risalire al responsabile passando in rassegna i filmati delle telecamere di sorveglianza dato che, dopo un certo tempo, vengono sovrascritti.



