In questi giorni torridi pensare al Natale non viene certo naturale, ma c’è chi lo vede tutti i giorni. Basta andare a Poncarale, alla Floricoltura Bonetti per immaginare un clima ben diverso da quello agostano. Anche se nel vivaio non fa certo fresco.
Una distesa di 20mila ciclamini, crisantemi e, soprattutto, 30mila stelle di Natale alte poco più che un palmo si presenta davanti agli occhi di chi entra nelle serre.
L’azienda fornisce i garden center principalmente del Bresciano anche se i loro prodotti arrivano anche nel Parmense, nel Varesotto e nel Milanese; è stata creata negli anni Ottanta da due fratelli, Giovanni e Luciano, e dal 2020 continuano i rispettivi figli Davide e Sara.

È il primo a mostrarci l’azienda e a spiegarci come è organizzato il lavoro dato che la cugina è da poco diventata mamma.
Davide, lavorate con molti mesi d’anticipo...
Sì, a giugno si invasano le Stelle, a fine agosto le viole, a fine settembre le primule, che poi si vendono da febbraio, e a fine novembre si inizia con i gerani, le sulfinie e le dipladenie a gennaio. Dall’anno scorso poi abbiamo cominciato a coltivare anche il basilico, lo vendiamo in vaso oppure reciso ai ristoranti.
Fate anche vendita al dettaglio?
Sì, ma senza confezioni. Così come sono.

Partite da seme?
Solo per il basilico. Delle Stelle di Natale arrivano da Kenya e Brasile, attraverso importatori, in cassette con all’interno un centinaio di piante, talee radicate molto piccole. Noi le invasiamo e dopo 15 giorni le cimiamo perché si sviluppino «a cespuglio», altrimenti avrebbero un solo ramo, una sorta di alberello, che però il mercato non richiede molto. Anche i crisantemi arrivano come talee mentre per i ciclamini ci consegnano il tubero con qualche foglia.
Com’è la coltivazione?
Adesso le Stelle di Natale sono tutte vicine poi, mano a mano che crescono verranno distanziate e portate nelle altre serre in modo tale che le foglie non diventino gialle. I crisantemi poi li porteremo all’aperto.
I ciclamini?
Con questo caldo stanno soffrendo molto. A loro piace il fresco.
Il cambiamento climatico lo percepite?
Lo sentiamo, ma ogni stagione ha la sua: una primavera troppo piovosa non aiuta, come il caldo precoce a maggio che ci mette in difficoltà. Troviamo un modo per areare e far girare maggiormente l’aria, ma non raffreschiamo. Autunni e inverni caldi, che permettono di risparmiare sul riscaldamento, non sono sempre positivi, perché, facciamo l’esempio delle viole, diventano alte e bisogna cimarle per farle essere belle e appetibili sul mercato. Ci vorrebbero i cicli giusti.
Come scaldate?
Abbiamo installato una centrale termica a biomassa per abbattere i costi.
Come è cambiato il mercato?
Una volta era più semplice, c’era meno richiesta di varietà: facevamo anche centomila gerani, oggi si sono ridotti a 40mila e 60mila di altre, e diverse, piante.
Per quanto riguarda i colori vanno tanto i rossi e i bianchi, soprattutto per i ciclamini, per le viole giallo, blu e bianco. Stanno però prendendo piede i fucsia e i rosa carichi. Ma per alcune piante non ci sono proprio.
Gli ibridatori sono sempre alla ricerca di novità?
Sì, però è molto laborioso: dopo averle create le devono osservare anche per anni per verificare che siano stabili. E poi commercializzarle. Quando, infatti, ci fanno notare aumenti anche di 50 centesimi dico sempre che il lavoro, nostro e non solo, è molto impegnativo.
Veniamo alle note dolenti della coltivazione amatoriale e casalinga: le Stelle di Natale spesso non arrivano alla Befana. Cosa consiglia?
Bisogna bagnarle da sotto, attraverso un piattino o un sottovaso, ma non lasciare il ristagno. Non bisogna posizionarle vicino al calorifero, ma nella stanza più fresca della casa. Meglio se ci sono 16-17 gradi. Se sopravvive per far sì che ricompaiano le tipiche foglie rosse serve che le giornate si accorcino. In casa è impossibile per via della luce artificiale che «allungano» le loro giornate.
E la cura dei ciclamini?
Bagnare sempre da sotto, meglio che la parte della pianta a contatto con la terra resti asciutta. Poi amano il freddo quindi è meglio non stiano in casa.




