Cronaca

Fieno con l’elicottero per gli allevatori isolati dalle frane

Da due mesi diverse località di Gargnano sono irraggiungibili dopo le frane del 9 settembre
Altro rifornimento per gli animali - © www.giornaledibrescia.it
Altro rifornimento per gli animali - © www.giornaledibrescia.it

Fieno trasportato con l’elicottero per salvare gli animali isolati. L’episodio è emblematico e racconta l’emergenza che alcune zone del territorio di Gargnano stanno vivendo da due mesi. Da quando, il 9 settembre, un violento acquazzone provocò ben 20 frane, 19 delle quali nella zona di Costa.

Episodi che hanno fatto meno rumore rispetto ai quattro smottamenti che lo stesso giorno hanno trascinato a valle tratti della sp9 per la Valvestino (ancora isolata dal versante gardesano e collegata al resto della provincia solo attraverso la strada per Capovalle e il lago d’Idro), eppure causa di danni stimati attorno al milione di euro e di profondi disagi per i residenti che presidiano queste zone montane.

L’emergenza

Massimo Morandini, piccolo allevatore nei boschi di Costa, da quel 9 settembre ha la cascina isolata. A sua moglie e sua figlia il Comune ha trovato un alloggio a Gargnano, per dar modo alla studentessa di frequentare l’istituto alberghiero di Gardone Riviera. Ma lui è rimasto ad accudire i suoi otto bovini e due cavalli. Finite le riserve di foraggio, nei giorni scorsi, è intervenuto ancora il sindaco Giovanni Albini, organizzando un trasporto speciale con l’elicottero. «Nonostante il grande aiuto del Comune - dice l’allevatore -, è una situazione che mi sta mettendo a dura prova, lontano 25 km dagli affetti della famiglia. È bastata una pioggia intensa per stravolgermi la vita».

Morandini non è l’unico a sopportare grandi disagi. Ci sono altre famiglie e attività isolate. Il Comune sta lavorando nell’ambito della somma urgenza con diverse imprese e su più fronti come in località Briano, punto di partenza per alcuni dei trekking più frequentati dell’alto Garda, verso il Denervo e Cima Comer.

«Qui - dicono all’ufficio tecnico - i lavori sono in stato avanzato. Si stanno gettando i muri di sostegno». Ma per il momento nessuno azzarda previsioni sui tempi per la riapertura della strada. Tanto meno per le strade di Costa, dove la situazione è ancora più complessa. In località Mignone, ad esempio, si stanno dando il cambio diverse imprese, con macchinari e competenze differenti. Intanto, sempre nel territorio di Gargnano, la Provincia di Brescia lavora sulla sp9 per la Valvestino.

Per consolidare i versanti franati si stanno posando gli «ombrelli consolidatori», strutture metalliche ancorate al terreno con tiranti profondi. Anche qui i disagi per i residenti a Valvestino e Magasa sono profondi. E anche qui non ci sono date certe per la riapertura. Si spera per Natale.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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