La Festa dei pèrsech punta al marchio di qualità nazionale. La storica manifestazione di Collebeato, giunta alla 41esima edizione, è infatti candidata a ottenere il «Bollino sagra di qualità» dell’Unione nazionale Pro loco d’Italia, riconoscimento riservato agli eventi capaci di valorizzare territorio, tradizioni e prodotti tipici.
La novità è stata annunciata giovedì sera nel corso della presentazione ufficiale della festa, ospitata nel giardino di Villa Mazzola Panciera di Zoppola Bona nell’ambito del concerto «Armonie in villa». Una serata partecipata, accompagnata dalle esibizioni della soprano Nadia Engheben, dell’arpista Francesca Tirale e del flautista Massimiliano Pezzotti.
Il format
L’impianto della manifestazione, in programma da giovedì al 19 luglio, ricalcherà quello delle ultime edizioni, confermando un format diffuso capace di coinvolgere diversi luoghi del paese, dall’oratorio alle contrade, dalle colline fino al centro civico.

Tra gli appuntamenti più attesi figurano il tradizionale Palio delle contrade del 10 luglio e la giornata conclusiva di domenica 19, quando a Palazzo Martinengo e al centro civico si svolgeranno la gara della miglior pesca e quella del miglior dolce alla pesca. Due iniziative alle quali la Pro loco invita a partecipare numerosi.
«Chiunque voglia portare i propri frutti o cimentarsi con una ricetta è il benvenuto» ha sottolineato il segretario Corrado Ballini. Proprio Ballini ha spiegato che durante la festa saranno presenti alcuni ispettori incaricati di verificare il rispetto dei requisiti richiesti per l’ottenimento del bollino.
Comunità
«La Festa dei pèrsech è la festa della comunità - ha sottolineato il sindaco Angelo Mazzolini -. Se un tempo la coltivazione delle pesche rappresentava la vita per tante famiglie di Collebeato, oggi la festa continua a essere vita perché permette di vivere e far vivere i diversi spazi del paese». Il primo cittadino ha quindi rivolto un ringraziamento alla Pro loco, definita «motore instancabile» della manifestazione.
Il presidente Damiano Raccagni ha invece richiamato le radici agricole della ricorrenza, ricordando come «un tempo bastava una tempesta per compromettere il sostentamento di un'intera famiglia. Oggi, invece, rischiamo di dimenticare quanto la terra fosse fondamentale per la vita delle persone e proprio per questo è importante continuare a tramandarne la memoria». Raccagni ha quindi ringraziato i volontari coinvolti, che saranno circa 140.



