Ex Baribbi, i residenti: «Aspettavamo da tempo l’abbattimento»
In questi giorni ventosi la polvere del vecchio cemento sbriciolato arriva fino ai balconi e ai giardini delle case più vicine. Qualcuno si protegge il volto, altri strofinano gli occhi. «Il prezzo da pagare, ma va bene così», ammette una residente. Da circa un mese il quartiere ha imparato a convivere con le ruspe che hanno l’oneroso e scenografico compito di abbattere l’ex Baribbi ed ex sede collaudi Iveco.
I lavori
Il palazzo di vetro è ormai già un ricordo, mentre lo scheletro si fa sempre più misero alla vista degli automobilisti che ogni giorno percorrono via San Polo. I lavori della prima fase di messa in sicurezza definitiva del sito affidati dalla società proprietaria «Alba leasing» ad «Unica» procedono spediti e in un certo qual modo hanno già cambiato il panorama della zona. Nel quartiere c’è chi il sabato si ferma a vedere l’avanzamento del cantiere, chi ne parla seduto ai tavolini del parco Ducos 2, chi si scambia impressioni tra una pedalata e un caffè al chiosco.
Le voci
Questa fetta di Brescia immersa nel verde aspettava da tempo che in via Francesco Lonati si muovesse qualche foglia. «L’abbattimento è sicuramente una buona notizia, era tanto che aspettavamo questo momento», confessa un vecchio abitante della zona. «Negli ultimi tempi la situazione era diventata ingestibile perché tutta quell’area abbandonata era diventata terra di delinquenza e di senzatetto. Da questo punto di vista la scomparsa di quel rudere è già un grande vantaggio», spiega il titolare del chiosco del Ducos 2. Qui tutti hanno infatti notato l’escalation di danneggiamenti agli infissi dei capannoni e lo «strano via vai di sbandati» a cui si è assistito negli anni scorsi. Perciò molti tirano ora un sospiro di sollievo.
Il futuro
Ma il dibattito di quartiere sull’ex Baribbi non si esaurirà con la sua distruzione. All’orizzonte c’è infatti la discussione sul futuro di quell’area dismessa. «Speriamo che non facciano solo negozi, qui c’è bisogno di case, visto che ne mancano – fa eco un podista mentre scruta il cantiere nei pressi dell'azienda Lonati –. Questa zona è già satura di supermercati, altri non ne serviranno. Per capire se ci sia un vero vantaggio per il quartiere bisogna capire cosa costruiranno».
Una prima risposta è arrivata dall’ultima commissione Urbanistica, durante la quale si è assicurato che ci sarà un supermercato (su una superficie, aumentata, di 25mila metri quadri) ma non con una nuova licenza. Tra le ipotesi è spuntato quindi il trasloco della Conad di via Masaccio proprio sulle ceneri del centro collaudi Iveco. La speranza di chi abita qui è che quest’area residenziale non finisca inglobata in un nuovo polo commerciale ma coesista in armonia.
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