La nuova aula studio di via Risorgimento porterà il nome di una delle più importanti figure della scienza italiana del Novecento. Oggi, alle 10, il Comune di Cellatica intitolerà ufficialmente lo spazio a Rita Levi Montalcini, a quarant’anni dal conferimento del Premio Nobel per la Medicina. Un momento che unirà l’inaugurazione simbolica di un luogo pensato per lo studio dei giovani al ricordo di una donna che ha fatto della ricerca, dell’impegno e della formazione una parte fondamentale della propria vita. L’aula studio, aperta nei mesi scorsi in via sperimentale, è ospitata in uno stabile comunale recuperato e riqualificato accanto alla palestra comunale in via Risorgimento.
La sala
Il progetto, come ricorda il sindaco Marco Grassini, nasce dalla precedente Amministrazione guidata dal compianto Marco Marini ed è stato realizzato con risorse comunali. I lavori si erano conclusi alla fine del 2024, per arrivare poi all’apertura al pubblico.
«L’idea - spiega Grassini - era quella di creare un luogo dedicato esclusivamente alla formazione e allo studio, dove i giovani possano trovare un contesto tranquillo e adeguato». L’aula dispone di sedici postazioni ed è aperta tutti i giorni, dal lunedì alla domenica, dalle 8 alle 22. L’accesso è riservato ai maggiorenni residenti a Cellatica e avviene attraverso un’applicazione, con la prenotazione della propria fascia oraria.
Per il funzionamento del sistema il Comune ha potuto contare sulla collaborazione della società Gulliver, che ha messo a disposizione l’applicazione e supportato l’Amministrazione nell’installazione del sistema di accesso. Un servizio gratuito, pensato per offrire uno spazio stabile a chi studia e ha bisogno di un ambiente silenzioso e funzionale. La scelta di intitolare l’aula a Rita Levi Montalcini non è casuale.
Il messaggio
«L’intitolazione ha per noi due significati principali - prosegue Grassini -. Il primo è quello di rendere omaggio alla professoressa Montalcini nel quarantesimo anniversario del Nobel. Ma c’è anche un secondo aspetto, forse ancora più legato alla funzione di questo spazio». La scienziata, premio Nobel nel 1986, rappresenta infatti un esempio di studio e di determinazione, ma anche di capacità di superare ostacoli e concezioni che per lungo tempo hanno limitato la presenza delle donne nel mondo della ricerca scientifica.
«Il suo percorso - sottolinea il sindaco - è stato un esempio per l’abbattimento di muri e pregiudizi, ma anche per l’idea che lo studio e la formazione personale possano poi essere messi al servizio del bene comune».



