Cronaca

Escort sequestrata, l’arrestato: «Nessuna violenza sessuale o tortura»

I legali del 43enne Matteo Venturelli hanno chiesto e ottenuto il rito abbreviato, che sarà discusso il prossimo 19 gennaio. I fatti risalgono al settembre dello scorso anno a Soprazocco di Gavardo
Paolo Bertoli

Paolo Bertoli

Giornalista

Il palazzo di giustizia di Brescia
Il palazzo di giustizia di Brescia

Si è aperta nelle scorse ore l’udienza preliminare a carico di Matteo Venturelli e Massimiliano Scarano, accusati a vario titolo di aver sequestrato, violentato e torturato una escort brasiliana di 47 anni tra il 9 e l’11 settembre del 2025 nella casa di Venturelli a Soprazocco di Gavardo e poi di averla abbandonata, ferita e sotto shock, in un terreno agricolo a Polpenazze. Dopo essersi ripresa la donna era riuscita a chiedere aiuto e a raccontare quello che aveva subito. 

Il principale indagato, Venturelli, è attualmente agli arresti domiciliari e l’udienza è stata celebrata davanti al Gup Andrea Guerrerio nonostante l’astensione dalle udienze proclamate dalle camere penali, l’organo di rappresentanza dell’avvocatura. I legali di Scarano e di una terza persona, entrata nelle indagini in un secondo momento e solo per la parte relativa alla cessione di droga, si sono astenuti e le loro posizioni saranno valutate in un’altra udienza.

In aula

Assistito dagli avvocati Francesco Corbetta e Mariavittoria Dalaidi , Matteo Venturelli ha chiesto e ottenuto di essere giudicato con rito abbreviato. Il procedimento sarà discusso il prossimo 19 gennaio. Il 43enne di Gavardo ha fatto sapere in aula che nell’ultimo anno ha seguito un percorso di disintossicazione presso i servizi per le dipendenze dell’Ats e ha intenzione, quando ne avrà l’occasione, di fornire in aula la propria ricostruzione dell’accaduto, la stessa che ha dato fin dal primo interrogatorio all’indomani dell’arresto.

A suo dire infatti il racconto della donna non sarebbe attendibile, le cose sarebbero andate in modo diverso: non ci sarebbero state tortura o violenza sessuale ma solo una aggressione, esageratamente violenta per via dello smodato consumo di droga, scaturita dal fatto che la donna avesse provato a derubarlo dopo che per due giorni era stata sua ospite e avevano consumato droga insieme.  

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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