Nel 2029 ricorrerà il trecentesimo dalla fondazione del Duomo di Montichiari: in vista dell’importante anniversario, la parrocchia di Santa Maria Assunta ha predisposto un piano di interventi per tutelare il monumento e fa appello a tutto il territorio affinché contribuisca alla sua concretizzazione. Si parte con anticipo perché alcuni dei lavori necessari devono ancora affrontare il complesso iter autorizzativo; altri, invece, hanno già il sì della Curia e della Soprintendenza, pertanto, trovati i fondi, potranno già diventare realtà.
Richiesta
«Il Duomo non è solo della comunità cristiana: è un bene culturale e storico che va preservato, pertanto ci affidiamo all’aiuto di tutti, in base alle possibilità di ciascuno - commenta l’abate Cesare Cancarini-. È impensabile, oggi, occuparsene solo con le offerte. Dunque rivolgiamo un appello molto cordiale a tutte le realtà del territorio, da quelle istituzionali alle attività economiche. Il criterio generale è che non intendiamo svolgere lavori a debito, pertanto realizzeremo gli interventi se avremo le risorse per farlo, anche perché, oltre al Duomo, la parrocchia si deve occupare di tante altre strutture e chiese, basti pensare alla chiesa di Vighizzolo, estremamente bisognosa e per la quale siamo riusciti a concludere positivamente i dialoghi con la Soprintendenza».
Quali interventi
Ma quali interventi comprende il piano «Duomo», predisposto con l’architetto Davide Baretto? Nessun maxi-cantiere (come quello dell’ultimo grande restauro risalente al 2000-2001, con l’abate Francesco Bertoni), bensì circoscritte priorità individuate, che riguardo sia l’interno, sia l’esterno.
«Gli interventi necessari all’esterno riguardano il manto di copertura delle piccole falde sul lato nord, ammalorato dall’umidità e con problemi di scivolamento dei coppi, il restauro dei portoni lignei degli ingressi laterali e l’installazione di reti anti-piccione all’interno della torre campanaria per proteggere gli elementi architettonici e prevenire fenomeni di degrado- spiega l’architetto-. Per quanto riguarda gli interventi interni, alcuni sono già stati autorizzati dalla Soprintendenza, come il restauro dell’Altare del Crocifisso (in continuità con i restauri di altri altari eseguiti nel 2021), il restauro parziale dell’organo e di un mobile in legno della sacrestia».

« A questi si aggiunge il restauro del coro ligneo. Inoltre si è pensato a una riorganizzazione di alcuni elementi liturgici, come l’ambone per le letture, uno dei due fonti battesimali, le acquasantiere, il ridisegno della scalinata di accesso al presbiterio e lo spostamento laterale della sede del celebrante».
Liturgia
Le ragioni della proposta di spostare tali elementi sono sia funzionali (i gradini di accesso all’ambone non risultano molto sicuri), sia di adeguamento liturgico: «La riflessione teologica ha portato alla riscoperta del Battesimo quale porta dei sacramenti e della salvezza, pertanto, com’era in origine, vorremmo riportare il fonte battesimale all’ingresso- spiega l’abate-. E lo spostamento laterale del celebrante, invece, evidenzia che il sacerdote è guida, ma la centralità è dell’altare».


