Chi ha raggiunto la maturità emotiva sa bene quanto difficile possa essere avere una piena consapevolezza di sé stessi. Ancora più difficile lo è per chi vive sul filo che unisce due culture diverse. Un filo che potrebbe cucire, ma che spesso divide.
Il progetto «Senza margini», che ha ottenuto un finanziamento europeo, ha lavorato sull’identità di chi appartiene a due paesi diversi. In particolare con il percorso «Io, qui» le cooperative «Tempo libero» e «Elefanti volanti», hanno lavorato con un gruppo di 23 ragazze, fra i 13 e 27 anni, di origini rom, palestinesi e nord africane del quartiere San Polo e Sanpolino.
Il lavoro
Una decina di incontri che si sono sviluppati partendo dal libro «Italiana con permesso» dell’illustratrice, fumettista e graphic journalist Takoua Ben Mohamed: l’atto finale si è svolto ieri pomeriggio, al centro Pampuri, con la mostra degli elaborati prodotti durante i laboratori e l’incontro con l’autrice.
«Il focus del progetto era sull’inclusione dei giovani di seconda generazione – ha spiegato Ilary Scalvini responsabile settore minori cooperativa Elefanti volanti –. Ci siamo ispirati al fumetto che parla della creazione di un’identità che appartiene a due mondi. Abbiamo lavorato attraverso la scrittura, la tessitura e il disegno: è stata l’occasione per parlare di consapevolezza della propria appartenenza».
Dai lavori sono così emersi i lati positivi e quelli negativi dell’appartenenza a diverse culture: «La ricchezza di conoscere più lingue - ha detto Scalvini -, ma anche la fatica di non riconoscersi in alcune richieste delle due culture. Spesso i ragazzi non si sentono appartenere totalmente né all’una né all’altra e questo provoca smarrimento e sofferenza».
E qui la decisione di far conoscere alle partecipanti del progetto, Takoua Ben Mohamed che come loro ha trovato ostacoli e difficoltà nel riconoscersi.
La testimonianza
«Da bambina avrei desiderato poter partecipare a progetti come questi – ha detto la fumettista – perché anche per me è stato difficile sentirmi appartenere a un posto nel mondo. Ben venga che si utilizzino i miei libri perché l’obiettivo è raccontare la mia storia, ma lo scopo principale è aiutare chi come me vive questa battaglia interiore. È molto importante, soprattutto alla loro età, avere un esempio da seguire che gli assomigli».

Conoscersi e accettare entrambe le culture è la via migliore per non sentirsi diversi: «I ragazzi devono capire anche questo – ha concluso Takoua Ben Mohamed – che ci sono fallimenti nella vita e difficoltà da superare e che quasi sempre è difficile. Comprendersi è il solo modo per accettarsi».
Il fine
Il progetto «Senza margini» delinea la strada intrapresa ormai da tempo dalle cooperative «Tempo libero» e «Elefanti volanti»: «Questi progetti – ha detto il presidente di Elefanti Volanti - ci consentono di provare a costruire una realtà davvero multiculturale, con i giovani che sono coloro che hanno meno pregiudizi, andando a valorizzare gli aspetti positivi che l’interculturalità può avere».



