Due clochard morti in 24 ore: solitudine e degrado in via Milano

La seconda vittima è un italiano di 44 anni trovato senza vita su una panchina, a poche centinaia di metri dall’uzbeko morto di freddo
Via Milano, clochard morto al parco Caduti di Nassiriya - Foto Gabriele Strada/Neg © www.giornaledibrescia.it
Via Milano, clochard morto al parco Caduti di Nassiriya - Foto Gabriele Strada/Neg © www.giornaledibrescia.it
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Azat alle prime ore del mattino. Alessandro in tarda serata. Uniti dallo stesso destino nella vita e, a meno di 200 metri di distanza, anche nella morte. Sono stati due in meno di 24 ore i senzatetto trovati senza vita su altrettante panchine della zona di via Milano in città. Azat Tashbayev, uzbeko di 42 anni, è stato trovato morto all’alba di venerdì nel parchetto tra via Bagnadore e via Milano. Alessandro Rosso, italiano di 44 anni, ha chiuso gli occhi per sempre seduto nell’area verde di via Trivellini dedicata ai Caduti di Nassiriya. Due decessi che per chi indaga, Polizia Locale nel primo caso, Polizia di Stato nel secondo, sono estremamente simili: due malori che hanno colpito fisici debilitati da anni di eccessi e vita all’aperto.

Le indagini

La salma del 42enne resta a disposizione della magistratura mentre quella del 44enne è già stata messa a disposizione della famiglia. Nel caso di Azat Tashbayev una telecamera di sorveglianza lo ha ripreso mentre si accascia sulla panchina sulla quale era seduto. Non ci sono state cause traumatiche al decesso e anche l’esame del cadavere lo ha confermato. Nelle settimane scorse era più volte stato controllato e allontanato dal parco Rosa Blu di via Milano, segnalato per ubriachezza molesta.

Alessandro Rosso era tornato in strada alla fine dell’estate dopo un periodo di detenzione. Aveva infatti alle spalle numerosi precedenti penali per reati contro il patrimonio. Anche lui, negli ultimi mesi, era stato sanzionato per l’ubriachezza molesta e nei suoi confronti era stato emesso un ordine di allontanamento dalla zona di via Milano. Nel suo caso poi sul fisico debilitato dalla vita in strada ha pesato anche il diabete non curato. Ieri pomeriggio lo hanno notato in diversi sulla panchina del parco a ridosso di via Arici, con il passare delle ore non si è più mosso, non si è neppure coperto e in serata, è stato visto riverso in una posizione innaturale, ormai privo di vita.

Degrado e solitudine

Due episodi terribilmente simili, in cui degrado e solitudine hanno portato due esistenze difficili al tragico epilogo. Destini che si sono consumati a poche centinaia di metri di distanza e che avevano portato ad ipotizzare una relazione tra i due. Sulle prime si è pensato ad una partita di stupefacente tagliato male ma le indagini hanno escluso che possa essere questo il caso, un’altra ipotesi ventilata era stata quella di un avvelenamento da metanolo nel caso di consumo di distillati clandestini ma anche per questo non sono emersi elementi di riscontro.

La presenza di senzatetto nella zona di via Milano, come in quella del parco Tarello o di via Leonardo da Vinci, ha acceso il dibattito. La presenza di soggetti spesso alterati, soprattutto nei parchi e negli orari in cui questi sono frequentati anche da famiglie e pensionati, ha portato a maggiori interventi delle forze di polizia che identificano le persone e le allontanano, fisicamente e anche con provvedimenti amministrativi che, almeno sulla carta, dovrebbero impedirne il ritorno. Nei fatti il problema si sposta, da un parco all’altro. Non solo. Queste persone spesso costruiscono, con coperte e cartoni, dei ripari di fortuna nelle aiuole ma anche sotto i portici e negli androni dei palazzi. Situazioni che portano alle proteste di residenti e amministratori di condominio. La Polizia Locale chiede la rimozione e, quando non avviene, chiede l’intervento di Aprica per lo sgombero di quelli che sono considerati rifiuti abbandonati.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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