Cronaca

Nel 2024 a Brescia nessuna droga è stata sequestrata più della cocaina

I dati della Direzione Centrale per i servizi antidroga del Ministero dell’Interno doppiano quelli di marijuana e hashish. La nostra provincia è diventata crocevia dei clan albanesi
Paolo Bertoli

Paolo Bertoli

Giornalista

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Brescia crocevia della cocaina

Brescia segna l’ennesimo primato nell’ambito dei sequestri di droga. È una delle poche città che, negli ultimi anni, ha visto i sequestri di cocaina superare, nel nostro caso doppiare, quelli di hashish e marijuana, droghe molto più economiche e molto più diffuse. Un primato che, nell’ultimo quinquennio, è stato condiviso con alcune città portuali dove si sono chiuse importanti operazioni internazionali e i sequestri di container appena sbarcati dalle navi, riscontro di attività investigative che sono durate anche diversi mesi.

Il caso

Nella nostra città, secondo i dati ricavati dalla relazione annuale 2024 della Direzione Centrale per i servizi antidroga del Ministero dell’Interno, emerge infatti che i sequestri di cocaina (866 chilogrammi) hanno più che doppiato quelli di marijuana (276) e quelli di hashish (369).

Una dato da leggere tenendo ben presenti le risultanze delle più recenti, e complesse, attività investigative delle Forze di polizia sui traffici internazionali di droga, cocaina in particolare, che hanno evidenziato come Brescia resti il crocevia per lo smercio nel nord Italia di organizzazioni di trafficanti albanesi.

Mafia albanese e kosovara

La stessa relazione cita l’operazione Tornado del Goa della Guardia di Finanza che ha portato, da sola, al sequestro di 360 chilogrammi ma anche quella dei Carabinieri che ha fatto rinvenire 60 chilogrammi a Marcheno e ancora, sempre l’Arma grazie ad una segnalazione, 100 chilogrammi della stessa sostanza a Montichiari.

Brescia negli anni ha visto crescere la comunità albanese e quella kosovara e, su numeri grandi, è stato più agile per i clan del Paese di origine trovare connazionali da tempo residenti sul territorio con i quali aprire vere e proprie filiali della casamadre criminale. Secondo chi quotidianamente indaga su questi temi i clan della mafia albanese hanno praticamente il monopolio del traffico di cocaina verso la provincia di Brescia con una piccola parte di movimenti appannaggio di gruppi di marocchini.

Le rotte

La novità emersa nell’ultimo anno è quella che riguarda le rotte dal Sud America con l’approdo in Spagna che sta superando quello tradizionale dei porti dell’Olanda e del Belgio. Una scelta dei clan che si spiega con il fatto che nella legislazione spagnola, al momento, non è consentito l’uso delle intercettazioni telefoniche nelle indagini per traffico di sostanze stupefacenti. Una situazione inevitabilmente spunta le armi investigative delle Forze dell’ordine iberiche ben conosciute dai gruppi criminali che si regolano di conseguenza nella propria gestione logistica.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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